sabato 22 settembre 2012

FALSTAFF, In gara a MACFRUT la neonata pera rossa

Da anni sono in attesa di una vera novità nel assortimento delle pere italiane. Qualche timida prova è stata fatta ma spesso all’atto pratico il successo folgorante è mancato. Non che il mercato non apprezzi nuove proposte ma prima di tutto la cultivar deve soddisfare le esigenze tecniche di produttori e distributori senza trascurare il lato della buona conservabilità e del shelf life.

Il gusto ed i sapori sono forse meno decisivi perché nel caso della pera è molto importante per il consumatore indovinare o trovare i frutti al punto giusto della maturazione. Prove ed assaggi sono ciononostante indispensabili per capire il futuro gradimento del prodotto da parte degli appassionati e per poter di conseguenza impostare politiche di investimento in questo senso.

L’idea di occuparmi di questo argomento mi è venuta dall’invito a dare un voto a una pera di nome FALSTAFF che  CRA FRF di Forlì e New Plant) presenterà all’Oscar dell’Innovazione indetto ogni anno dalla direzione della fiera MACFRUT  che si svolgerà anche quest’anno a Cesena (FC) dal 26 al 28 di Settembre.

Pera Rossa FALSTAFF di CRA-FRF
Ho sempre visto il grande favore che le pere rosse hanno presso il consumatore ogni qual volta il colore si presenta bello deciso e luminoso. Per anni queste caratteristiche le ha potuto mostrare la Red Max Bartlett anche in Emilia Romagna ma con il tempo (ed il cambiare delle stagioni?) sono andate perse. Grandi speranze sono state poste in passato nella Rosada ma purtroppo le difficoltà produttive ed anche particolarità organolettiche hanno impedito und importante sviluppo. Negli USA la rossa Starkrimson, una mutazione della ben nota Favorita di Klapp, non occupa un posto di rilievo.
Da tanto tempo abbiamo osservato il grande favore presso il pubblico inglese delle pere a faccetta rossa sudafricane dal nome FORELLE ma dalle prove effettuate decenni fa dall'attento Prof. Silvio Sansavini dell’Università di Bologna questa varietà non si adattava bene alle caratteristiche pedoclimatiche delle nostre zone vocate a pera. Forti dubbi erano riposti nella tipologia del colore ma soprattutto nelle pezzature risultate solo medie – medio piccole quando il mercato italiano ed europeo richiede frutti piuttosto grossi.
A me sembra, almeno dalle fotografie, che la Falstaff che adesso viene presentata abbia tutte le caratteristiche per ottener una buona accoglienza da parte del consumatore europeo. E’ una pera adatta ai nostri climi, il calibro è accattivante, il colore è bello, il sapore e la succosità non dovrebbero sbagliare. Voterò a favore di questo articolo e spero che tanti altri facciano la stessa cosa.

Spero nello sviluppo grandioso di una nuova varietà perché i mercati ne hanno bisogno.  Nonostante una pletora di varietà di pere conosciute ed anche prodotte a loivello commerciale (circa 300) l’offerta di tutto il mondo è molto limitata e statica ma dopo gli americani sono proprio gli italiani i più adatti a portare avanti la specializzazione di questa specie. Siamo noi i più grossi consumatori, i più importanti importatori, e secondi come esportatori solo agli olandesi. Qui non considero ancora la Cina che fa parte di una categoria a se. Non dobbiamo dimenticare che gli olandesi, market leader nel Nord Europa con la loro Conference,  non stanno fermi ma per il momento hanno lanciato solo una varietà color ruggine (brown), la Sweet Sensation, adatta al loro clima.


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