lunedì 22 agosto 2011

COCOMERO FUORI MODA?


Il solo titolo del SOLE24 ORE mi ha ricordato un pensiero che mi viene spesso quando vedo un cassone di cocomeri in un negozio: Chi comprerà questo oggetto così voluminoso ed a conti fatti anche così caro?

L'autore infatti si chiede: "L'anguria va in crisi fra batterio killer e speculazione. Ma forse anche perché è un frutto d'altri tempi"

Lancio qui un appello di collaborazione a chi ha idee sul come inquadrare in futuro questa delizia e sopratutto come consumarla. Una sorta di brainstorming a vantaggio di tutti, produttori, distributori e consumatori.

PROMOZIONI: Sapore di nuovo nelle Terre di Messmer!!

Myfruit.it pubblica una notizia che secondo me è clamorosa, una vera svolta nella valorizzazione di prodotti locali e, se vogliamo, a KM Zero: Le moderne tecniche permettono al consumatore di riconoscere i prodotti della sua regione e di seguire un trend che si fa sempre più strada, il consumo locale.

Un'altro aspetto eclatante è quello che dietro all'iniziativa ci siano le Università di Innsbruck e di Bolzano con i relativi enti di promozione delle due regioni e con già disponibili anche i fondi necessari per dare concretezza all'iniziativa.


Ecco qui la parte conclusiva dell'articolo firmato da Davide Bernieri:

"....marchio che identifichi i prodotti qualitativamente superiori provenienti dall’agricoltura “alpina” nei due versanti, tra Italia e Austria, e riuscire ad utilizzarla in chiave di marketing sul mercato per ottenere una maggiore remunerazione di filiera, mele comprese. Tramite l’identificazione dell’origine dei prodotti attraverso il metodo standard degli isotopi stabili e l’incrocio di questi dati con una spettroscopia Nir che evidenzia la loro qualità, OriginAlp potrà richiamare l’attenzione sui prodotti agricoli provenienti da quest’area, che già godono di ottima reputazione""

sabato 20 agosto 2011

Le ciliegie conquistano nuovi spazi


Voglio qui segnalare che, a Ferragosto, anche nei migliori negozi di Bologna e delle località turistiche più note della regione, sono apparse le ciliegie della Val Martello. Si tratta di una piccola vallata che raccogliendo le acque che scendono dal ghiacciao dell'Ortles sfocia nell'Adige che scende dal Passo Resia ed offre a quasi 1.000 metri di altitudine pochi ettari di terra coltivabile. Le bellissime fragole tardive di questa zona si sono affermate da ormai alcuni anni.

E' la conferma che i frutticoltori sudtirolesi hanno scoperto questo frutto che fino a pochi anni fa non faceva parte della pur ricca offerta di prodotti ortofrutticoli della Provincia di Bolzano (mele, pere, fragole ecc.) Poche settimane fa si sono infatti viste anche bellissime ciliegie provenienti dalla zona di Egna a sud di Bolzano. Si tratta di un arricchimento ottimale dell'offerta di ciliegie che sfruttando le differenze geografichce e di clima sono così presenti come produzione italiana da Maggio (Puglie) a Giugno-Luglio (Vignola, Verona, Romagna) ad Agosto (Trentino ed Alto Adige).

Chi pertanto cerca frutta di stagione deve adattare il proprio vissuto ricordando che la stagione di ciliegie nazionali va da Maggio alla fine di Agosto. E chi lamenta il calo di consumi (per esempio di pesche) non dovrebbe dimenticare che ogni anno ci sono nuovi prodotti concorrenti anche dall'Italia. E spesso sono di ottima qualità come per esempio l'uva Vittoria presente già a Giugno)

Saturnine o Paraguaios

Da qualche anno queste peschine piatte fanno una marcia trionfale su tutti i mercati Europei. Wikipedia le descrive così: "Pesca saturnina" o "Pesca tabacchiera" o "platicarpa": forma schiacciata, sapore intenso (alcune accessioni diffuse in Sicilia altre ottenute tramite incrocio come ad esempio Saturn e la serie Ufo).

Se anche l'origine italiana sembra accertata in questo nostro paese in pochi amano promuovere l'innovazione. A questo nuovo arrivo è toccato emigrare in Spagna per ottenere la giusta attenzione: Un frutto che si presenta con una forte personalità che non ha bisogno ne di nome(ne ha infatti ben sette)ne di brand, ma attira l'occhio del curioso e si fa vedere nello scaffale da chi si è nel frattempo innamorato.

Si tratta di un frutto delizioso, succoso e profumato, che fra le altre cose ha anche il pregio di non smaturare velocemente. Provare per credere!

Al Sud: Inutili Protezionismi e Finanziamenti

Il noto giornalista Sergio Rizzo, sul Corriere della Sera del 19 Agosto 2011, prende per le corna il problema del Sud che non riesce a utilizzare adeguatamente i fondi dell'Unione Europea. Finora sono state scongelate somme disponibili per il periodo 2007-2013 solo per il 9,6 percento. La Regione Campania è riuscita a primeggiare con un misero 2,4 %.

E' una situazione che si protrae da sempre e mi chiedo quali speranze può il resto d'Italia nutrire in un territorio così vasto e così importante che non sa organizzarsi neanche per portare a casa denari che tutta la comunità (Italiana ed Europea) mette a disposizione per realizzare progressi che potrebbero ripercuotersi positivamente su tutto il paese, su tutta l'Unione.

Nel campo ortofrutticolo solo i Siciliani sono riusciti ad organizzarsi massicciamente ottenendo nei decenni passati una prolungata fase di "protezionismo" degli agrumi. Il mercato protetto ha permesso prezzi alti alla produzione per un certo periodo di tempo. L'Italia è stato però negli stessi decenni l'unico paese dove d'estate non era possibile procurarsi una spremuta d'arance. Ogni import era vietato per ragioni fitosanitarie inesistenti. Il risultato è stato la perdita di tutti i mercati esteri ed il totale collasso di tutta l'industria agrumicola mentre nello stesso tempo la libera importazione di Kiwi Neozelandesi ha permesso l'inserimento vittorioso di questo prodotto in moltissime regioni produttive d'Italia a dimostrazione che evitare la concorrenza alla lunga procura solo danni.

Al nuovo ministro delle politiche agrarie vorrei consigliare un approfondito studio di mercato con l'augurio che intorno ai risultati emergenti lui possa coagulare le forze sane che pure in tutto il Sud esistono ancora.

giovedì 11 agosto 2011

PESCHE: C'è anche chi sta peggio


Questo articolo è apparso oggi 11 Agosto 2011 sul sito giapponese "http://www.japantimes.co.jp/news.html e fa tenerezza. Parla delle pesche raccolte nelle vicinanze dell'impianto nucleare esploso. A pensare che Fukushima, la regione colpita dallo Tsunami e dal disastro nucleare, è la seconda più importante zona di produzione di pesche di tutto il paese ci ricorda a quanto ci ha fatto soffrire il batterio E.Coli. Mi immagino che per l'irradiazione sarà anche peggio. Ecco qui l'articolo e la foto:

""Workers pack "akatsuki" peaches Wednesday at JA Shinfukushima in the city of Fukushima. Rumors of contamination due to fallout from the Fukushima nuclear plant have harmed sales of food from the prefecture, the nation's second-largest peach grower. The latest batch, however, measured way within the state safety limit.""