venerdì 21 settembre 2012

FARETE - Giorgio Squinzi affianca Unindustria Bologna


Il presidente di Confindustria ha chiuso i lavori dell'Assemblea Generale di Unindustria a Bologna. Dopo aver riportato nelle pagine precedenti le fasi salienti degli altri relatori riportiamo quanto ha detto Squinzi in grandi linee mettendo in fila dei flash con i punti salienti del discorso:

-          In giro per il mondo c'è un’e n o r m e  domanda di prodotti italiani


Giorgio Squinzi
 -          Per il 2013 è prevista una timida crescita della nostra economia

-          C’è grande bisogno di buone idee

-          Buono l’operato di Mario Draghi e di Mario Monti

-          Una data da ricordare: 28-29 Giugno 2012 quando la BCE ha impostato l’operazione salva stati

-          Le fatiche dei singoli non bastano più, serve collaborazione e stretto coordinamento

-          Dimenticare aumenti di stipendio uguali per tutti

-          La crisi attuale produce effetti negativi come una grande guerra

-          Il nostro paese è fermo dal 1997, da ben 16 anni!

-          Troppe volte abbiamo inseguito sirene. Il PIL italiano dimostra cosa succede quando si sta fermi

-          Senza industria non c’è PIL

-          Dobbiamo rifiutare  la cultura degli aiuti di stato all’industria

-          Il rischio che corre l’Italia è quella di una campagna elettorale con tante promesse strampalate non mantenute in seguito

-          Il progetto di Confindustria è semplice e conciso:

-          A) Più produttività con l' aumento di innovazione

-          B) Più infrastrutture (anche in campo digitale)

-          C) Focus sull’istruzione

-          D)Progetti per ricerca a lunga durata (durata almeno  10 anni)

-          E) Più riconoscimento (testualmente “premi”) per il merito

-          Il mondo cresce e di conseguenza cresce anche la domanda

-          Se siamo efficienti riusciremo ad intercettarla

-          Tante imprese buone danno l’esempio

-          Confindustria sta facendo una ricerca sulle imprese che funzionano

-          La conoscenza è la variabile strategica

-          Noi  stiamo preparando un manifesto che specifica le cose che abbiamo bisogno per esportare di più: quali competenze, quali prodotti.
-          Indicheremo una specie di “best practice” ad uso e consumo di tutti

-          Bisogna continuare a ribadire la centralità dell’industria manifatturiera

-          In Italia, durante questi anni di crisi, siamo riusciti a mantenere in piedi praticamente tutti i settori  merceologici

-          Il manifatturiero traina tutti

-          Un indagine di mercato dimostra che la sola forza che basterebbe a rimettere in modo il sistema è la concorrenza

-          Al governo chiediamo:

-          A) La riforma della pubblica amministrazione

-          B) La lotta alla criminalità

-          C) Sostenere l’internazionalizzazione

Come ultimo auspicio Giorgio Squinzi si augura un mondo sindacale più moderno che faccia sì gli interessi degli operai e degli impiegati ma che lo faccia aiutando anche l’azienda a funzionare meglio.

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