martedì 1 settembre 2009

UN CONTADINO CHE REGALA IL SUO RACCOLTO E' MATTO?

A Bagnacavallo di Romagna una famiglia di produttori ortofrutticoli decide di regalare le sue pesche piuttosto che venderle a una frazione del costo di produzione.

Io dico che regalare può anche essere un bel gesto. Spesso nella mia lunga carriera di operatore commerciale ho sentito propositi come questo. Ma quasi sempre il proprietario del frutteto ha preferito evitare il pericolo di danneggiamenti prevedibili nel caso di raccoglitori privati inesperti. Per non parlare dei pericoli che potrebbe correre in caso di infortuni sempre possibili.

Ma vorrei fare pensare senza il condizionamento del momento tragico che si verifica in occasione della coincidenza di tanti fattori economici negativi come in questo momento.

1) Il contadino è un imprenditore che deve saper giudicare il grado di rischio che corre nell'esplicitare il suo mestiere. In aperta campagna questo rischio è già ingigantito dal fattore meteorologico che può anche distruggere il raccolto di un anno. Ma è per questo che tutti i conti ben fatti si basano sulla media di almeno 5 anni.

2) Ci sono possibilità di assicurarsi contro i rischi di grandine ed anche contro altri rischi.

3) I produttori spesso si riuniscno con altri produttori vicini per organizzare altre difese anche economiche.

4) a livello comunitario sono previsti interventi a sostegno dei prezzi che in questi ultimi tempi sono diventati più complicati. Sono anche stati diradati per la protesta dei consumatori che non tolleravano più la vista dei buldozer che schiacciavano frutta buona.

5) le difese attualmente previste dai trattati comunitari esigono pianificazione e rapidità di interventi che quest'estate si sono dimostrate inefficienti.

6) Ricorrere alle accuse di inefficienza e di speculazione della catena distributiva non ha senso perchè essa ha gli stessi interessi dei produttori: guadagnare il giusto ed aumentare le vendite. Purtroppo anche qui ci troviamo di fronte a organizzazioni mastodontiche che avrebbero bisogno di programmazione almeno a medio termine.

MA LA NOSTRA PRODUZIONE non ha ancora la cultura di accettare prezzi stagionali ed ancora oggi preferisce cercare i facili guadagni di un momento di scarsità che non la tranquillità di una prezzo deciso a tavolino 6 mesi prima dell'inizio della stagione.

FINCHE' NON CI DECIDIAMO A REGOLARE AFFLUSSO DELLE MERCI VERSO LA DISTRIBUZIONE AL DETTAGLIO UTILIZZANDO PER ALTRI SCOPI LA SOVVRAPRODUZIONE (SE NON DISTRUGGERLA) NON POTREMO EVITARE PERIODI DI MISERIA COME QUELLI CHE VIVIAMO QUEST'ESTATE.

LA DIMINUIZIONE DEL CONSUMO ANCHE SOLO DEL 5 % INSIEME AD UN AUMENTO DI PRODUZIONE MINIMO GENERANO UN SURPLUS DI QUANTITATIVI CHE DANNO IN MANO UN'ARMA LETALE AI COMPRATORI DELLE POCHE GROSSE CATENE DI SUPERMERCATI. ESSI PREFERISCONO MANTENERE STABILI I PREZZI AL CONSUMO E METTERE IN CASSA I RISPARMI PERMESSI DAGLI SCONTI FATTI DAI FORNITORI. ALMENO POTRANNO MANTENERE STABILI I PREZZI ANCHE IN CASO DI NUOVI FUTURI AUMENTI DEI PREZZI D'ACQUISTO PREVENENDO LE DENUNCE DI AUMENTO DELLE ORANIZZAZIONI DEI CONSUMATORI.

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