giovedì 31 gennaio 2013

GRANDE FESTA con premi ai Protagonisti



Testimonianza personale 

Nella  tenuta  Masi-Serego Alighieri situata in Valpolicella si è svolta l’altra sera un’evento d’eccezione. L’idea del Corriere Ortofrutticolo di premiare le aziende commerciali ortofrutticole italiane che si sono distinte nel 2012 ha dato un tono che va ben oltre alla cornice magnifica ed alla numerosa presenza qualificata di operatori di ogni anello della catena distributiva.

Al posto dei soliti fiori una composizione artistica di ortofrutta al centro del nostro tavolo

 
E’ stata forse l’unica occasione degli ultimi anni che ha fatto nascere spontaneamente fra i partecipanti un senso di orgoglio di appartenenza a una categoria così impegnata. Ha fatto forse  prendere coscienza a tutti i presenti che val la pena di continuare a lottare anche in questi momenti così difficili.

Il rammarico è quello che sarà impossibile trasmettere queste sensazioni a chi  non ha partecipato ma è per questo che mi sono deciso a descrivere le miei sensazioni personali, per dar testimonianza di cose positive che nonostante tutto continuano a germogliare nel seno della categoria.

Chiudo con l’auspicio che il settore si possa compattare intorno ai nuovi traguardi che ormai  tutti condividono: il mantenimento del territorio,  il miglioramento della qualità dei prodotti  e della loro immagine presso i consumatori, l’aumento della comunicazione promozionale e la conquista di nuovi mercati.

martedì 29 gennaio 2013

OSCAR GANNINO e la commercializzazione nel programma



Non sarà facile ma anche Oscar Giannino quando espone il programma elettorale del suo partito FARE scende poco nei dettagli. (vedi link http://www.fermareildeclino.it/fare/approfondimento-agricoltura).laddove al capitolo "Approfondimenti Agricoltura" parla della distribuzione dei prodotti ortofrutticoli.

Infatti l'unico accenno che interessa da vicino il nostro mondo, quello della distribuzione è il seguente:

"L’art. 62 del decreto liberalizzazioni, che impone una contrattualizzazione forzata di tutte le transazioni commerciali che abbiano come oggetto prodotti agroalimentari, costituisce un’intollerabile intromissione dell’autorità pubblica nei rapporti tra soggetti privati. Se l’intenzione dichiarata del decreto, che impone un termine massimo di 30 giorni per il pagamento di prodotti deperibili e 60 per tutti gli altri, sarebbe quella di riequilibrare il peso del piccolo produttore di fronte alla GDO, si può dire che l’obbiettivo viene mancato clamorosamente. In primo luogo perché quello che non si riflette sui tempi di pagamento si rifletterà inevitabilmente sul prezzo o sulla scelta di diversi fornitori, specialmente esteri. In secondo luogo perché i primi a fare le spese di questo sistema sono proprio gli agricoltori, che non possono più liberamente scegliere di pagare “a raccolto” i loro fornitori, finendo costretti a dover ricorrere al credito (in un periodo di feroce stretta creditizia) per finanziare gli acquisti."

lunedì 28 gennaio 2013

MARIO CATANIA TIRA LE SOMME


La sera di Venerdì si è svolta in Valpolicella (VR) in una cornice elegante e festosa una serata dedicata dal Corriere Ortofrutticolo alla premiazione delle aziende che nel 2012 si sono distinte nella distribuzione e nell'esportazione di prodotti ortofrutticoli.

L’editore della rivista, Antonio Felice ed il direttore Lorenzo Frassoldati hanno introdotto la serata indicando l’uno lo spirito e la filosofia che ha guidato l’iniziativa e l’altro le finalità dell’impegno così come è stato realizzato nella patria del nobile vino Amarone.

In seguito Paolo Bruni, presidente del CSO, sponsor principale della manifestazione ha introdotto sul palco gli ospiti destinati alle premiazioni.  Ha coinvolto anche l’ospite più illustre, il ministro delle politiche agricole in carica, Mario Catania, che in un breve discorso ha delineato alcuni dei punti che lo guideranno anche nella sua futura azione politica (Catania è capolista di UDC nella circoscrizione Veneto uno e pertanto quasi sicuro eletto).

Paolo Bruni presenta il Ministro Catania

Il Ministro ha esordito salutando collettivamente i presenti ricordando che con tanti di loro si era"incrociato" per motivi di lavoro in vari momenti durante i 12 mesi di attività al ministero.

“ Poc'anzi mi è stato ricordato che sono stato io a battezzare il radicchio di Treviso come prodotto legato ad una zona d’origine in un tempo non tanto vicino. Per dire la verità mi ero dimenticato. Però ho piacere di ricordarlo perché evidentemente un pizzico di fortuna al prodotto l’ho portato anch'io.

Mi chiedete che cosa sono le cose che ricordo di questo periodo? Sono stati 12 mesi intensissimi per l’attività straordinaria in un momento d’emergenza per la vita del paese.…. Ma come ministro dell’Agricoltura credo di avere  avuto un piccolissimo merito, quello di avere  messo sul tavolo una serie di questioni che stavano li a dormire  nella rimozione generale.

Mi riferisco al tema del funzionamento della filiera,quindi all’Articolo 62, mi riferisco al consumo del suolo, il tema della cementificazione.

Il tema dell’Art. 62 l’ho chiuso, quello della cementificazione no, mi dispiace molto ma è una  questione che è rimasta aperta.  Io spero  che venga ripresa. Il paese ha bisogno che venga fermata la cementificazione dei  terreni agricoli! E’ quello un asset fondamentale di  quello che io considero una buona  politica da fare già  a partire dai prossimi mesi.

Molto lavoro è stato fatto anche a Bruxelles, abbiamo approvato il pacchetto qualità, il pacchetto latte ma ancora  abbiamo da fare. Già nei prossimi giorni sono a Bruxelles  per il consiglio di agricoltura
E ci torno poi con il presidente Monti il prossimo 7 – 8 febbraio per chiudere il negoziato sul bilancio dell’Unione Europea  e quindi sulla dotazione della PAC , una partita fondamentale. Poi chiuderemo nei prossimi mesi, o meglio,  lo chiuderà chi farà il ministro nei prossimi mesi,  anche il negoziato sulle regole della PAC, e quindi  tutto quello che ruota intorno per esempio al sistema del sostengo dell’ortofrutta che è fondamentale per il comparto.

Penso di essere stato esaustivo …..”

venerdì 25 gennaio 2013

I prezzi giusti per il Biologico

Non voglio fare un trattato ma piuttosto sottoporrVi scene di vita reale: Compro regolarmente in un negozio specializzato che vende solo bio ed ho trovato i prezzi evidenziati in questa foto:




In primo piano ci sono arance bionde che per essere in offerta a € 1,74 non mi sembrano praticolarmente vantaggios ma in linea con il trend generale. Personalmente preferisco la più acidula Tarocco e non mi voglio intrattenere qui più di tanto (un dettaglio: le Navel hanno buccio grossa che pesa circa un terzo del totale, se un frutto del calibro 3-4 pesa 250 grammi la buccia sarà almeno di 80 grammi)

Ho scattato la foto perchè per la mia solita razione settimanale di Kiwi ho visto apparire sull' etichetta che esce dalla bilancia un importo che mi ricordava le 10.000 Lire di una vota. Infatti 17 furtti del calibro che stimo essere il 30 al prezzo di 3.30 danno una bella cifra. Siccome sò per esperienza che il kiwi è uno dei frutti meno difficili da coltivare con metodi biologici e conoscendo i prezzi che normalmente pago dal fruttivendolo per merce convenzionale ritengo eccessivo questo prezzo.





Come si vede nella seconda foto ci sono anche pere Decana del Comizio a un prezzo raguardevole, € 4,98 al Kg. In questo caso però ritengo il prezzo giustificato perchè conosco la poca voglia dei produttori a dedicarsi a produrre pere biologiche perchè le difficoltà agronomiche sono veramente tante. Sopratutto la resa per ettaro scende drasticamente.

Conclusione:
Siccome alla fine però, avendo fatto la spesa settimanale di ortofrutta per 3 persone, spendendo  in totale non più di € 50.-  ho dovuto concludere che 16-17.- euro a persona per una settimana di frutta e verdura non devono spaventare nessuno. Piuttosto inviterei qualcuno a usare meno il telefonino o a frequantare meno le sale gioco. Ortofrutta, sopratutto se biologica, fa certamente meglio alla salute e probabilmnete anche al portafoglio.

giovedì 24 gennaio 2013

Agenda Monti per l'Agricoltura

Non si trova un testo dal quale si possa fare copia/incolla. Indico questo link per arrivare al documento ufficiale:

http://agendamonti.s3.amazonaws.com/UnAgenda-per-un-impegno-comune-di-Mario-Monti.pdf
Circa a metà del documento si trova il capitolo LA POLITICA AGRICOLA


Poco prima c'è il capitolo: SFRUTTARE IL POTENZIALE DELL'ECONOMIA VERDE










domenica 20 gennaio 2013

Mercati contadini: i prezzi degli ortofrutticoli

Coldiretti promuove ormai da alcuni anni i mercati dei suoi produttori chiamandoli di volta in volta, Mercato Amico, Farmers Market, a KM zero ecc ecc.

Non è facile dare un giudizio univoco sull'iniziativa perché  si tratta di realtà molto variegate ma una promessa di forte impatto pubblicitario viene anche in questi giorni ripetuta da IL SALVAGENTE che si definisce quotidiano online dei consumatori: Secondo i proclami degli ideatori i  prezzi praticati dovranno essere sempre inferiori del 30 % a quelli resi pubblici via cellulari dal servizio ministeriale SMS  CONSUMATORI.



Ho controllato in questi giorni ed in  linea di massima i prezzi messi in onda dal servizio sono abbastanza realistici e  veritieri. Quello che dalle mie parti non trovo confermato è la promessa dei prezzi scontati del 30 percento. Non ho ancora potuto controllare documenti ufficiali ma spero che ci sia anche chi mi corregge in caso di errori fatti eventualmente in buona fede.

Se volessimo essere seri dovremmo impegnarci anche a controllare ed eventualmente a chiedere correzioni e cambi di rotta a chi eventualmente le promesse non le mantiene.

L'AGRICOLTURA NEL PROGRAMMA DEL P D


Elezioni politiche italiane
24 Febbraio 2013
Da oggi in poi mi propongo di esaminare le intenzioni future dei partiti più influenti per quanto riguarda l'agricoltura. Finora non se n'è mai parlato da nessuna parte ed anche per iscritto i responsabili non si sono (ancora?) impegnati. A noi interessa sopratutto il piccolo comparto dell'ortofrutta ma ci sono ben poche speranze di ottenere informazioni o promesse al riguardo. Al massimo potremo seguire gente come Mario Catania o Paolo de Castro, persone insomma che hanno competenze specifiche e qualche probabilità di essere inserite nella futura compagine governativa

Titolo non necessario

 Visto che è stato il primo partito a pubblicare un programma inizio con l'esame di quello del
PD  Partito Democratico di P.L. Bersani
Nome: del programma: ITALIA  GIUSTA

Titoli generici, quello più vicino all’agricoltura sembra essere il passaggio seguente nel capitolo "Sviluppo sostenibile"  (solo perché contiene nel testo, fra le altre, almeno la parola AGRICOLTURA ma senza specifiche):
“Noi immaginiamo un progetto-Paese che individui grandi aree d’investimento, di ricerca, di innovazione verso le quali orientare il sistema delle imprese, nell’industria, nell’agricoltura e nei servizi. La qualità e le tipicità, mobilità sostenibile, risparmio ed efficienza energetica, le tecnologie legate alla salute, alla cultura, all’arte, ai beni di valore storico e alla nostra tradizione, l’agenda digitale. Bisogna inoltre dare più forza e prospettiva alle nostre piccole e medie imprese aiutandole a collegarsi fra loro, a capitalizzarsi, ad accedere alla ricerca e alla internazionalizzazione.”

Mi sembra ancora poco, dobbiamo sollecitare indicazioni più dettagliate. Soprattutto chiediamo idee nuove perché quelle portate avanti quasi indistintamente dai governi precedenti hanno generato le difficoltà odierne a tutti note.

martedì 8 gennaio 2013

COME USCIRE DALLA CRISI?! Un piccolo esempio pratico

Come molti ho sempre pensato che Giulio Tremonti avesse ragione a tirare i cordoni del borsello e perciò anche l’operato di Mario Monti mi è sembrato lineare.

Quando però ho visto fallire ogni tentativo di innescare una crescita e quando nonostante una viva immaginazione ed una costante ricerca non ho trovato teorie plausibili a favore di un inversione di tendenza, progresso al posto di depressione,  mi è stato regalato da mio figlio che conosceva il mio stato d’animo un saggio recente (2012) di Paul Krugmann, economista americano insignito con il Premio Nobel tempo fa. Titolo: Fuori da questa crisi, adesso.



Qui c'è l'emergenza dopo il terremoto 2012 in Emilia-Romagna
L'autore è tutto teso a rendere plausibile l’idea di far ripartire in modo sano l’economia americana e quindi mondiale con l’aiuto del deficit spending. Non voglio qui tediarvi con teorie di alta economia ma riporto brevemente un esempio che suona come una favola ma è un fatto  realmente accaduto e citato nel libro da Krugmann per far ragionare anche le anime candide:

TEORIA MONETARIA  E LA CRISI DELLA COOP DI BABY SITTING
I coniugi Sweeney facevano parte di una cooperativa di baby sitting formata fra impiegati del campidoglio di Washington.  Era una cooperativa fra 150 giovani coppie, quasi tutte alle dipendenze del Congresso, che risparmiavano sul costo delle baby-sitter assistendo a turno l’una i bimbi dell0altra.

La dimensione della cooperativa, realmente grande, costituiva un grosso vantaggio perché le probabilità di trovare qualcuna in grado di curare i bambini la sera in cui  una delle copie voleva uscire erano elevate. Ma c’era un problema: come garantire che ognuno facesse esattamente la sua parte.

La risposta della cooperativa fu l’adozione di un sistema basato su buoni: le copie che si associavano alla cooperativa ricevevano 20 buoni, ognuno dei quali corrispondeva a mezza giornata di baby-sitting (nel momento in cui desideravano uscire dalla cooperativa dovevano restituire lo stesso numero di buoni. Tutte le volte che usufruivano del servizio, i genitori dei bambini accuditi davano ai baby-sitter tanti buoni quante erano le mezze ore coperte. Questo sistema assicurava che , con il tempo, ogni copia fornisse – in termini di servizio – esattamente quanto riceveva perché o buoni spesi andavano sostituiti.
Ben presto tuttavia la cooperativa si trovò in grosse difficoltà. In genere le copie tenevano una riserva di buoni nel cassetto della scrivania, nell’eventualità di dover uscire più volte di seguito. Ma per ragioni che è inutile spiegare, a un certo punto il numero di buoni  in circolazione era nettamente inferiore alle riserve che la coppia media voleva tenere a disposizione.

Cos’era successo? Le coppie, preoccupate della riserva di buoni che si assottigliavano, riducevano le uscite con l’obiettivo di incrementarla curando i bambini di altre coppie. Ma proprio per questo tante coppie rinunciarono a uscire , le opportunità di acquisire dei buoni attraverso il baby-sitting si riducevano sensibilmente. Così le coppie a corto di buoni diventavano ancor più restie a uscire. Il volume complessivo dei servizi offerti dalla cooperativa si ridusse drasticamente.

In poche parole la cooperativa si era avvitata in una depressione, che durò fino al giorno in cui gli economisti del gruppo riuscirono a convincere la dirigenza ad aumentare l’offerta dei buoni.
Verrebbe da aggiungere come finale: ….e vissero contenti e felici …

Krugmann conclude che si può imparare una cosa semplice: LA TUA  SPESA E’ IL MIO REDDITO, il mio reddito è la tua spesa.
Qui c'è l'emergenza dopo il terremoto dell'Euro
Devo ammettere che questa faccenda ha scosso le mie convinzioni ed oggi sono un po’ meno convinto che una comunità debba prosciugare la moneta circolante per uscire dalla crisi…. Forse è vero il contrario ma convincere i tedeschi che è più terribile la depressione dell’inflazione sarà comunque difficile. Se non ci riesce uno del calibro di Krugman volete che lo possa raggiungere un rappresentante dei paesi PIIGS? 

sabato 5 gennaio 2013

LA DISGRAZIA DI PADOVA: Cosa chiede Di Lenardo nella lettera al Corsera?

Per un disguido il CORRIERE ORTOFRUTTICOLO online ha pubblicato questo mio contributo per metà e ne è uscita una versione che non risponde alla domanda espressa nel titolo. La risposta invece c'è! Riporto qui il contenuto intero:
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La tragica morte di Bruno di Lenardo ha colpito indubbiamente ogni imprenditore impegnato sul lato commerciale e distributivo della filiera ortofrutticola.  Non l’ho mai incontrato personalmente ma di operatori come lui ne ho conosciuti a centinaia  in Italia ed all’estero e conosco perciò il loro DNA mentale.

Dovendo rapportarsi durante ogni stagione con tantissimi interlocutori ed affrontare mese dopo mese sempre situazioni nuove e diverse l’una dall’altra accumulano da un lato un insolita conoscenza della psiche umana e dall’altro una non comune resistenza alle avversità.

Le ragioni per le quali Bruno è arrivato a compiere un gesto così estremo rimangono pertanto un grande punto interrogativo. Certamente chi avrà letto i 10 biglietti lasciati prima di morire potrà farsi un quadro abbastanza preciso ma non è il singolo caso che qui voglio esaminare ma lo stato generale nel quale si trovano le persone che, o per scelta o per tradizione, fanno questo mestiere. Se anche l’avvento della grande distribuzione ha ridotto il numero di attori necessari per rifornire la catena distributiva sono ancora migliaia i protagonisti che, sia nelle zone di produzione come sui mercati all’ingrosso e negli uffici import-export,  ogni giorno si dedicano alla moltitudine di operazioni che richiede la distribuzione dell’ortofrutta fresca.


Essi si trovano invischiati in ingranaggi sempre più complicati e complessi che li occupano spesso per 10-12 ore al giorno per tutto l’anno che però non riescono più a governare secondo il proprio buonsenso.  C’è la materia prima di qualità che scarseggia, il numero di clienti che diminuisce, la bontà del credito sempre più in forse. Ci sono poi gli operai e gli impiegati che non si possono licenziare,  i fornitori che premono per gli incassi,  le banche che non collaborano come prima e l’agenzia delle entrate che è in agguato minacciosa.
Quando però nonostante tutto uno è riuscito a mettere i suoi camion sulla strada per soddisfare puntualmente il cliente vicino o lontano ci pensano le autostrade, i porti, i camionisti, le dogane ed i controlli qualitativi e fitosanitari a rendere arduo il loro compito. Quando non ci si mettono in mezzo la neve, o gli scioperi a paralizzare tutto.

Mi vien da dire che è  un miracolo se non ci sono tanti altri operatori che incappano in un momento di sconforto estremo come l’amico Bruno.  Il guaio è che è gente che si sente sola, dimenticata da Roma e da Bruxelles, in lotta con tutti: il mondo agricolo che non riconosce più la funzione del mestiere, la politica che parla di forme parassitarie di esistenza e la GDO che  si sostituisce senza per questo abbassare i prezzi al dettaglio.

A pensarci bene la Di Lenardo SPA ha imboccato da tempo, anche grazie alla lunga esperienza della sua dirigenza, la strada più agibile e meno insidiata del commercio ortofrutticolo,  quella dell’importazione. Ha cioè scelto di guadagnarsi da vivere aggirando molti degli ostacoli eretti dal mondo avverso che circonda il settore nel suo insieme: non deve corteggiare diffidenti agricoltori italiani e può scegliere in tutto il mondo, stagione per stagione, le partite di frutta che il mercato richiede. Può servire senza grandi problemi anche la GDO italiano  perché raramente il supermercato importa in proprio.

Se nonostante tutto è successo quel che è successo è un segnale  di massima gravità. E’ ora che tutto il settore si stringa attorno alla famiglia ed ai problemi  che questa vicenda ha evidenziato.  E’ venuto il momento di riaffermare coralmente le ragioni e la validità del proprio ruolo e del ruolo del settore chiedendo comprensione e riconoscimento, ricordando che il nostro  mercato ormai è il mondo intero . Non lo potrà fare il singolo ma sulla base delle cifre e di una forte campagna di comunicazione si dovrà raggiungere il riconoscimento della funzione anche sociale della categoria. In tempi duri come questi  è  proprio l’orgoglio ed il rispetto che può confortare sufficientemente un individuo e convincerlo che andare  avanti è utile per tutti.

 Infatti la lettera che Bruno ha scritto oltre un anno fa al Corriere della Sera (pubblicata in data 4 Agosto 2011) termina con questa frase: “ Ultimo, ma importante, il rispetto di ognuno. Questo è il sentimento calpestato e dimenticato da ognuno….”