giovedì 7 marzo 2013

Fragole normalizzate


Quando ho iniziato la carriera di venditore di ortofrutta all'estero tutto era più semplice: C'erano stagioni precise per ogni specie, poche erano le varietà ed i mercati erano limitati. Esisteva l'Istituto per il commercio estero (ICE) che imponeva regole, ma erano importanti solo i calibri e le categorie extra, prima e seconda. 

I quantitativi erano sempre limitati, le superfici coltivate per ogni prodotto erano un terzo di quelle di oggi, la resa per ettaro era la metà di oggi, i vagoni avevano la metà della capienza dei bilici di oggi. In compenso si vendeva di tutto e si mangiava di tutto: prima o seconda qualità, calibri piccoli, medi o grossi tutto trovava un mercato, bastava adeguare il prezzo.

In un mondo così fatto la fragola era una regina: era il primo frutto a maturare dopo che per 10 mesi non se ne erano viste, una unica varietà, la Madame Moutot, si avvicinava ai calibri che sono la norma oggi, l'eccitazione dei consumatori era tanta, i prezzi al kilo raggiungevano normalmente il triplo di quelli di mele o pere o arance.

Ma quanto erano buone, quanto erano attese ed apprezzate!

Oggi invece tutto è cambiato, tutto è più normale, più scontato, più livellato. Tutto è meno atteso, meno sofferto, meno raro. E così è anche per le fragole: riempiono gli scaffali  tutto l’anno, sono sempre  belle grosse e rosse e perfette ma nonostante tutto non fanno  più “venire l’acquolina in bocca”. Non esistono più le rarità, le primizie, le attese e neanche le fragole rappresentano un’eccezione.


Ho trattato questo argomento perché sono rimasto allibito da un’offerta veramente speciale trovata presso un fruttivendolo locale: alla fine di febbraio, 2 mesi prima dell’inizio di stagione di una volta, vedo in esposizione quanto raffigurato nella foto più sopra: belle fragole di marca italiana al prezzo di tutta l’altra frutta. Mele pere, mandaranci, banane, kiwi,  ecc ecc, tutte allo stesso prezzo, fra i due ed i tre euro al kilo. Qui se si vuole comprare a quel prezzo bisogna comprare 2 kili, altrimenti si passa a un prezzo sopra i 3 euro. Ma l’uva o quale pomodoro speciale vengono offerte a prezzi anche sopra i 4 euro.

La conclusione è lapidaria: se anche la fragola rappresenta il frutto più ammbito, più complicato da produrre e più difficile da raccogliere, il progresso ha appiattito, insieme ai gusti ed ai sapori, anche la disponibilità ed i prezzi. Niente può più emozionare come una volta, tanta è l’abitudine di avere a disposizione sempre tutto e quasi sempre a prezzi accessibili.

Viene in mente Steve Jobs che in un impeto di razionalità un giorno ha raccomandato “… stay hungry, stay foolish”. Foolish non sono sicuro…. Ma hungy sarebbe una soluzione per tornare a godere un po' di più.







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