giovedì 11 ottobre 2012

Perchè forzare l'anticipo delle stagioni ortofrutticole

Per chi opera nella distribuzione di prodotti ortofrutticoli uno degli aspetti più delicati è sempre l'inizio e la fine di una stagione. Se è vero che ormai non si può più parlare di "primizie" perché i consumatori vedono in offerta ogni specie praticamente tutto l'anno, è però vero che ogni singola specie ed ogni zona di produzione ha ancora le sue stagioni.


Porto qui nelle mie foto due esempi di forzatura di stagione che danneggiano il buon nome del prodotto e della marca. Nel primo esempio si vede una clementina trovata sul mercato all’ingrosso di Verona, sicuramente meta pontina, i primi giorni di Ottobre (il no. 9 della rivista FRUTTICOLTURA ne è buon testimone e Vi posso assicurare che mangiarla non è stato un piacere. L’aspetto esterno è invitante ed anche gli zuccheri erano discreti, tutto il resto, soprattutto il tessuto molto fibroso, allontanavano il desiderio di comprarne presto di nuovo.




Il secondo esempio negativo, questa volta di forzatura opposta, quella di ritardare l’immissioni nei canali distributivi è quello di mele Golden della Val Venosta. La confezione che è rappresentata nella foto è stato acquistata per curiosità in un CONAD emiliano alla fine di settembre, ma già l’aspetto non era molto invitante e poi, osservando il dettaglio, si vede il perchè: è un lotto datato 4 Settembre quando ancora l’inizio del raccolto di mele Golden in Val Venosta era ben lontano. Le quattro mele erano state raccolte pertanto 11 mesi prima, avevano 11 mesi di frigo sulle spalle. La mancanza di lucentezza e di croccantezza era una naturale conseguenza .




Queste sono le cose che fanno dire a molti consumatori che ormai la frutta non è più buona come una volta. Molti si astengono dal comprarne perché non credono più di poterne ricavare un piacere. Gli unici che possono guidare in modo positivo questo trend sono i dettaglianti che dovrebbero più spesso assaggiare quando mettono in vendita. Mi ricordo i compratori della TESCO inglese che fra di loro guardandosi negli occhi usavano un acronimo perfetto: WYBIT, would you buy it. In italiano: tu lo compreresti?

Nei due casi qui sopra descritti la risposta sarebbe stata sicuramente NNNOOOO!!!!

L'esempio più recente è questa nettarine comprata intorno al 10 di ottobre presso un fruttivendolo professionale. Nessuno riesce a dire basta e piuttosto che togliere questa specie momentaneamente dal listino si preferisce lasciare la responsabilità al singolo compratore che può giudicare solo l'aspetto esterno che in questo caso è stato buono.


Nettarine bella esternamente

Stessa nettarina al taglio, immangiabile

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