venerdì 6 luglio 2012

Nel Farwest dell'ortomercato di Milano

Uno Mattina di RAI UNO ha trasmesso per almeno 10 minuti un intervista molto interessante a un personaggio che dovrebbe essere maggiormente considerato. Si tratta di un ex dirigenti di multinazionali con esperienza in vari settori che da qualche tempo è al servizio di SOGEMI, la Società che gestisce il centro agroalimentare del comune di Milano.


Essendo il più grande e più ricco mercato di quel genere d'Italia questo luogo alberga centinaia di grossisti commissionari, da lavoro a migliaia di persone (dall'imprenditore al facchino) e controlla miliardi di euro all'anno. Non è pertanto strano che attrae anche la malavita che fra l'altro si trova bene in quegli ambienti in tutto il mondo.


Essendo però l'Italia a livello internazionale ai primi posti per quando riguarda organizzazioni del tipo Mafia, Ndrangheta ecc, Milano soffre in modo particolare di questi sistemi. Il personaggio che ha parlato a lungo e che ha raccontato anche tanti dettagli, mettendo forse anche a repentaglio la sua incolumità si chiama Luigi Predeval ed ha il compito di snidare anche con la tecnica informatica le pratiche contro legge che vengono impiegate spesso all’interno del mercato. Ha fatto tanti esempi ma uno mi è rimasto impresso e lo menziono in questa occasione: Collegandosi all’esperienza acquisita gestendo supermercati ha in mente di dotare ogni singola confezione di ortofrutta fresca che transita per il centro agroalimentare di un codice a barre. Sembrerà strano che ancora nessuno ci abbia pensato ma secondo Predeval è così. Rilevando istantaneamente ogni giorno i dati collo per collo è possibile tracciare i movimenti di ogni cosa e pratiche in nero sia di merci che delle persone che le movimentano non saranno più possibili.



Nella postazione degli ospiti il giornalista Ruben Oliva chiamato a far domande ed a commentare i fatti esposti

Al suo arrivo, poco tempo fa, all’interno della struttura esistevano 26 cooperative di facchini che ne facevano di tutti i colori: soprattutto facevano lavorare anche persone senza documenti ed a fine giornata pagavano anche solo il 50 % delle ore effettivamente impegnate. Predeval afferma che nel giro di mesi 16 di queste cooperative sono state chiuse e con riferimento a 3 della 10 rimaste sono ancora in corso vertenze. Ecco un esempio di come anche nel volgere di poco tempo marcio annidato da anni in varie strutture può essere rimosso e l’ente risanato.











Nessun commento: