martedì 4 dicembre 2012

UNA GIORNATA AL BARILLA FORUM DI MILANO - II

2a PARTE 2012

Relatore RICHARD WATSON, Scrittore e “pianificatore di scenari”:

Vedere l’alimentazione sotto tanti aspetti: Anche in relazione all’evoluzione del consumo del cibo bisogna farsi le famose cinque domande della W: Who, What, When, Where, Why.

Una delle cose che emerge con grande evidenza è il vertiginoso aumentare del ritmo dell’assunzione dei pasti. La gente dedica sempre meno tempo al processo del mangiare e considera molto anche un minuto di attesa a un Mc Donald.. Fa l’esempio di esperimenti di una catena di drive-in che scannano con il laser i clienti quando in macchina si trovano ancora lontani dalla postazione ed arrivano ad avere già pronto quel piatto che quei dati clienti chiederanno quando faranno la loro richiesta alla cassa.




Il moderatore Alex Thomson di Channel 4 News, insieme a Guido Barilla (destra) ed il rettore del'università Bocconi Andrea Sironi (sinistra)

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D’altra parte c’è il fatto che il cibo è anche più di sola alimentazione. Aiuta a socializzare, rassicura le persone che hanno paura o che sono ansiose, anche attraverso una maggiore localizzazione. Da qui il trend in crescita ovunque di rifornirsi in farmers markets e con l’aiuto di roof gardens.

Si arriverà a packaging che incorpora video che ci illustrano quanto c’è di interessante intorno a un dato alimento.

Nel 2030 sarà al massimo l’attenzione alla sostenibilità, alla localizzazione ed all’attenzione alla salute. Senz’ombra di dubbio si mangerà meno.



Watson arriva ad essere ottimista dopo essere passato dal pessimismo più nero possibile: dice infatti che , anche se quando si tratta di cibo è il cuore a guidare la scelta e non la mente, alla fine sarà la paura davanti alle conseguenze di tutti questi scenari catastrofici a convincere la maggioranza delle persone a comportarsi in modo razionale ed ad accettare di cambiare il futuro

“Per mantenere infatti il precedente stile di vita l’umanità avrebbe bisogno di avere a disposizione 3 (tre) pianeti!”

TAVOLA ROTONDA con Guido Barilla ed esponenti di Danone, Coca Cola ed alti dirigenti di enti preposti all’amministrazione, alla ricerca, ed a centri internazionali per la nutrizione.

Coca Cola accetta la localizzazione e si definisce una ditta “local global”. In Australia ha già iniziato ad allearsi con produttori locali di riconosciuta alta qualità. Vuole venir incontro all’ansia diffusa e crescente fra i clienti che per esempio vogliono evitare troppi prodotti chimici nel cibo.

Viene affermato che i produttori di alimenti in fatto di sicurezza hanno una doppia responsabilità:

Devono informarsi e conoscere i processi e migliorare i prodotti , devono stilare priorità e predefinire il concetto di “sicurezza”. Devono arrivare a generare informazione e poi anche a distribuirla. Il tutto per permettere alla singola persona di scegliere bene.

Gli operatori devono seguire quanto la gente pensa di volere, devono dare risposte alle loro esigenze. Devono pertanto capire i bisogni per poi elaborare modelli alimentari e modalità di consumi.

Non uno di noi, ma tutti, tutti i paesi, anche i loro governi, l’industria, ecc. devono attivarsi perché solo coralmente si potranno trovare risposte.



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