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mercoledì 7 novembre 2012

USA: Election Day Obama vs. Romney

Non avevo preferenze per nessuno dei due candidati e questo mi ha facilitato una visione secondo me distaccata durante tutto il periodo della campagna elettorale.

Da un lato Obama mi piace fin dalla sua prima apparizione e non ha fatto grossi errori neanche durante i primi 4 anni di mandato. Con la riforma della sanità è diventato più "europeo".





Dall’altro lato però Romney dava più garanzie di un America di nuovo forte militarmente e pertanto più adatta ad affrontare i cinesi quando diventeranno prepotenti o anche gli Iraniani quando avranno la bomba atomica.

Quello che però voglio qui testimoniare è la grande emozione che mi ha procurato il discorso dopo aver avuto la certezza della vittoria. L’ho ascoltato sulla CNN in diretta ed in inglese e Vi assicuro che ha toccato corde che da noi ce li sogniamo. Se anche leggeva un gobbo elettronico come in seguito ipotizzava Mentana su LA7, Obama in quel momento non era solo attore. Parlava con il cuore.

Gli auguro buon successo anche nell’interesse di noi tutti. Perché è il massimo rappresentante delle democrazie occidentali, quelle che dovranno presto affrontare le non democrazie del medio e dell’estremo oriente.

mercoledì 31 ottobre 2012

Pugliese (CONAD) drastico in TV

In occasione di una trasmissione televisiva di lunedì 30 ottobre 2012 Francesco Pugliese, direttore generale CONAD, ha detto alcune cose della massima importanza ma anche della massima gravità. Qui un breve riassunto delle principali:

- per la prima volta la Grandi Distribuzione Organizzata sta perdendo punti su tutti i parametri di misurazione generalmente impiegati.


Francesco Pugliese direttore generale CONAD
- la situazione economica del paese è gravissima e solo il ritorno della crescita potrà cambiare questo stato di cose: per crescere c'è bisogno di giovani, per avere più giovani c'è bisogno di famiglie giovani, ma per avere tutto questo ci vuole il lavoro che sostiene queste familie giovani.

- con i giovani c'è crescita perchè sono loro a consumare: A un anziano bastano anche solo 900 euro al mese, un giovane, per sua natura e stile di vita, ne consuma 1.800.

- C'è bisogno di cambiamenti radicali dei costi della politica. Se un'impresa privata avesse tanti dirigenti a stipendi tanto alti dovrebbe portare immediataente i libri in tribunale...

martedì 30 ottobre 2012

ANCORA STAGIONE DI FUNGHI PORCINI

In occasione di una recente settimana di relax in Toscana ho potuto constatare di persona la ricchezza dell'offerta di funghi porcini in questo periodo di fine autunno. Non ho battuto i boschi ma non c'era fruttivendolo che non avesse in bella mostra un buon numero, anzi, un buon quantitativo in kili o in cassette, di questa delizia.

Il Signore che vedete nella foto è Carlo Montano nel suo negozio spazioso ben rifornito. Aveva in mostra due padelle di porcini molto belli ma quando gli ho chiesto di poter fare una foto è andato nel retrobottega per tornare con un platò ancora più bello che qui si vede esposto con orgoglio.



Purtroppo non ne potevo comperare perchè il mio ritorno a casa era previsto solo dopo alcuni giorni. Ho pensato di chiamarlo al telefono per sentire se è attrezzato per inviarne anche per corriere espresso. Non sarebbe un'idea?

domenica 14 ottobre 2012

Anche l''industria manifatturiera in balia dello sgangherato sistema paese Italia

Quando nei primi decenni del dopoguerra in Italia l’economia era viva i sindacati erano forti ed avevano vita facile. Con argomenti più o meno razionali riuscivano a frustare sia gli imprenditori che i politici. La conseguenza era una continua, delle volte anche sproporzionata, crescita dei salari e dei diritti connessi. I giorni di ferie e di permessi aumentavano, le pensioni lievitavano, alla tredicesima veniva aggiunta la quattordicesima mensilità ed i medici concedevano giorni di malattia a gogo.
Con l’aumentare degli oneri aumentava anche il costo orario di ogni lavoratore e pertanto anche di ogni unità di prodotto . Questo stato di cose spronava gli industriali a migliorare continuamente la produttività ed il metodo più logico era quello della meccanizzazione.

Ho potuto seguire questo processo nel mio settore dove negli anni ’50 il 90 percento delle lavorazioni venivano eseguite a mano mentre già negli anni ’60 ed ancora di più negli anni ’70 e ’80 l’introduzione di nuovi macchinari era all’ordine del giorno. Altri paesi non avevano ne un partito comunista ne un sindacato rosso altrettanto forti e non avevano questa spinta, questo sperone continuo nei fianchi.
Fatto sta che presto le industrie specializzate nelle macchine del settore iniziarono a vendere anche all’estero e spesso anche nei mercati d’oltremare. Nacque la grande tradizione dell’industria meccanica italiana e della presenza costante e qualificata dell'automazione italiana, prima solo meccanica e poi meccatronica, in tutto il mondo.
In Europa nel campo del manufatturiero solo la Germania riesce a stare davanti all'Italia ma non di molte lunghezze. Il nostro sviluppo presente e futuro del settore, se ben partendo da posizioni avvantaggiate, subisce però fortemente l’arretratezza del sistema Italia e da ultimo ha iniziato a rallentare. Se si è campioni di burocrazia, di sperperi e corruzione, di limiti alla concorrenza, di servizi bancari e finanziari inefficienti si capisce che non si può mantenere posizioni di testa. Handicap di questo peso ci relegano automaticamente nelle ultime posizioni.
L’unica mia speranza al momento è che  l’improvvisa diffidenza della finanza internazionale verso l’enorme debito italiano generi l’effetto delle frustate dei sindacati nel passato. Solo se gli italiani  guardano in faccia la realtà e trovano le soluzioni giuste per rimettere in carreggiata questo treno deragliato ci sarà l’agognata crescita. Ma è necessario accettare i cambiamenti dopo anni di lassismo inventando inoltre nuove vie per tornare a domare il proprio destino piuttosto che lasciarsi sfruttare da competitor che non aspettano altro che veder andare alla deriva un temibile concorrente.


 
 

 

venerdì 12 ottobre 2012

Premio Nobel a una grande EUROPA

Gioisco come pochi del Premio Nobel per la pace conferito oggi all'Unione Europea perché penso che l'aver man man abbattuto quasi tutti gli ostacoli per una libera circolazioni di persone, merci e capitali ed aver così allontanato, spero per sempre, i pericoli di conflitti politici sanguinosi, l’EUROPA è la più grande conquista delle nostre generazioni.

E’ quanto ho spiegato nel mio contributo già a giugno di quest’anno. Un passaggio fondamentale scritto nel mio post su questo Blog, composto in tempi non sospetti ,è il seguente (il testo integrale è al link http://quifrutta.blogspot.it/search?q=generazione:

“….Ma io che da bambino ho vissuto gli anni della guerra e che da ragazzo ho visto le macerie dalle quali ci si doveva rialzare, voglio gridare a gran voce in tutte le direzioni: " ragazzi, abbiamo perso tante ricchezze, tante certezze ma abbiamo ancora la cosa più grande che il nostro mondo, il mondo più civile mai esistito, ha realizzato: l’Europa senza confini, senza diatribe, senza fame, senza macerie, senza morti! L'Unione Europea. Un mondo non perfetto ma certamente interessante, umano ed in evoluzione. Cerco aiuto per fare arrivare questo messaggio, questo unico e alto messaggio a tutti coloro che oggi dubitano dell’Euro, dell’ Unione Europea e del futuro in genere: è un’Unione Europea ancora da completare ma che ci farà trovare la giusta strada, ci farà tornare a forme di convivenza sostenibili e realizzabili. Non dobbiamo mai dimenticare che il bene più grande è la pace e l’Europa Unita è il più importante baluardo a difesa della pace Europea e Mondiale."

Il sito ufficiale dell'Unione Europea esprime il suo sentire come segue:

Il premio Nobel per la pace 2012 va all'Unione europea




12/10/2012 - Questo è il massimo riconoscimento delle profonde motivazioni politiche che stanno alla base della nostra Unione: lo sforzo unico di un crescente numero di paesi europei di superare guerre e divisioni per disegnare insieme un continente di pace e prosperità.

giovedì 11 ottobre 2012

Perchè forzare l'anticipo delle stagioni ortofrutticole

Per chi opera nella distribuzione di prodotti ortofrutticoli uno degli aspetti più delicati è sempre l'inizio e la fine di una stagione. Se è vero che ormai non si può più parlare di "primizie" perché i consumatori vedono in offerta ogni specie praticamente tutto l'anno, è però vero che ogni singola specie ed ogni zona di produzione ha ancora le sue stagioni.


Porto qui nelle mie foto due esempi di forzatura di stagione che danneggiano il buon nome del prodotto e della marca. Nel primo esempio si vede una clementina trovata sul mercato all’ingrosso di Verona, sicuramente meta pontina, i primi giorni di Ottobre (il no. 9 della rivista FRUTTICOLTURA ne è buon testimone e Vi posso assicurare che mangiarla non è stato un piacere. L’aspetto esterno è invitante ed anche gli zuccheri erano discreti, tutto il resto, soprattutto il tessuto molto fibroso, allontanavano il desiderio di comprarne presto di nuovo.




Il secondo esempio negativo, questa volta di forzatura opposta, quella di ritardare l’immissioni nei canali distributivi è quello di mele Golden della Val Venosta. La confezione che è rappresentata nella foto è stato acquistata per curiosità in un CONAD emiliano alla fine di settembre, ma già l’aspetto non era molto invitante e poi, osservando il dettaglio, si vede il perchè: è un lotto datato 4 Settembre quando ancora l’inizio del raccolto di mele Golden in Val Venosta era ben lontano. Le quattro mele erano state raccolte pertanto 11 mesi prima, avevano 11 mesi di frigo sulle spalle. La mancanza di lucentezza e di croccantezza era una naturale conseguenza .




Queste sono le cose che fanno dire a molti consumatori che ormai la frutta non è più buona come una volta. Molti si astengono dal comprarne perché non credono più di poterne ricavare un piacere. Gli unici che possono guidare in modo positivo questo trend sono i dettaglianti che dovrebbero più spesso assaggiare quando mettono in vendita. Mi ricordo i compratori della TESCO inglese che fra di loro guardandosi negli occhi usavano un acronimo perfetto: WYBIT, would you buy it. In italiano: tu lo compreresti?

Nei due casi qui sopra descritti la risposta sarebbe stata sicuramente NNNOOOO!!!!

L'esempio più recente è questa nettarine comprata intorno al 10 di ottobre presso un fruttivendolo professionale. Nessuno riesce a dire basta e piuttosto che togliere questa specie momentaneamente dal listino si preferisce lasciare la responsabilità al singolo compratore che può giudicare solo l'aspetto esterno che in questo caso è stato buono.


Nettarine bella esternamente

Stessa nettarina al taglio, immangiabile

mercoledì 10 ottobre 2012

Promozione frutta anche in autostrada


Il nuovo autogrill di Bologna di nome CHEF EXPRESS, con l'aiuto di molta frutta, offre questo simpatico spuntino chiamato FRUIT MENU. Al modico  prezzo di € 7.90 sostituisce un pranzo per un viaggiatore attento alla sua condizione ed alla sua salute. Come si diceva una volta: due piccioni con una fava!! E' piacevole vedere questa lenta ma costante rivalutazione della frutta fresca.

Qui la testimonianza fotografica realizzata pochi giorni fa con Smartphone, purtroppo non iPhone di Apple.