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| Poca frutta italiana nella fruttiera fotografata recentemente nella cucina di una famiglia inglese |
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mercoledì 27 marzo 2013
FRUTTA FRESCA IN UNA FAMIGLIA INGLESE
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venerdì 25 gennaio 2013
I prezzi giusti per il Biologico
Non voglio fare un trattato ma piuttosto sottoporrVi scene di vita reale: Compro regolarmente in un negozio specializzato che vende solo bio ed ho trovato i prezzi evidenziati in questa foto:
In primo piano ci sono arance bionde che per essere in offerta a € 1,74 non mi sembrano praticolarmente vantaggios ma in linea con il trend generale. Personalmente preferisco la più acidula Tarocco e non mi voglio intrattenere qui più di tanto (un dettaglio: le Navel hanno buccio grossa che pesa circa un terzo del totale, se un frutto del calibro 3-4 pesa 250 grammi la buccia sarà almeno di 80 grammi)
Ho scattato la foto perchè per la mia solita razione settimanale di Kiwi ho visto apparire sull' etichetta che esce dalla bilancia un importo che mi ricordava le 10.000 Lire di una vota. Infatti 17 furtti del calibro che stimo essere il 30 al prezzo di 3.30 danno una bella cifra. Siccome sò per esperienza che il kiwi è uno dei frutti meno difficili da coltivare con metodi biologici e conoscendo i prezzi che normalmente pago dal fruttivendolo per merce convenzionale ritengo eccessivo questo prezzo.
Come si vede nella seconda foto ci sono anche pere Decana del Comizio a un prezzo raguardevole, € 4,98 al Kg. In questo caso però ritengo il prezzo giustificato perchè conosco la poca voglia dei produttori a dedicarsi a produrre pere biologiche perchè le difficoltà agronomiche sono veramente tante. Sopratutto la resa per ettaro scende drasticamente.
Conclusione:
Siccome alla fine però, avendo fatto la spesa settimanale di ortofrutta per 3 persone, spendendo in totale non più di € 50.- ho dovuto concludere che 16-17.- euro a persona per una settimana di frutta e verdura non devono spaventare nessuno. Piuttosto inviterei qualcuno a usare meno il telefonino o a frequantare meno le sale gioco. Ortofrutta, sopratutto se biologica, fa certamente meglio alla salute e probabilmnete anche al portafoglio.
In primo piano ci sono arance bionde che per essere in offerta a € 1,74 non mi sembrano praticolarmente vantaggios ma in linea con il trend generale. Personalmente preferisco la più acidula Tarocco e non mi voglio intrattenere qui più di tanto (un dettaglio: le Navel hanno buccio grossa che pesa circa un terzo del totale, se un frutto del calibro 3-4 pesa 250 grammi la buccia sarà almeno di 80 grammi)
Ho scattato la foto perchè per la mia solita razione settimanale di Kiwi ho visto apparire sull' etichetta che esce dalla bilancia un importo che mi ricordava le 10.000 Lire di una vota. Infatti 17 furtti del calibro che stimo essere il 30 al prezzo di 3.30 danno una bella cifra. Siccome sò per esperienza che il kiwi è uno dei frutti meno difficili da coltivare con metodi biologici e conoscendo i prezzi che normalmente pago dal fruttivendolo per merce convenzionale ritengo eccessivo questo prezzo.
Come si vede nella seconda foto ci sono anche pere Decana del Comizio a un prezzo raguardevole, € 4,98 al Kg. In questo caso però ritengo il prezzo giustificato perchè conosco la poca voglia dei produttori a dedicarsi a produrre pere biologiche perchè le difficoltà agronomiche sono veramente tante. Sopratutto la resa per ettaro scende drasticamente.
Conclusione:
Siccome alla fine però, avendo fatto la spesa settimanale di ortofrutta per 3 persone, spendendo in totale non più di € 50.- ho dovuto concludere che 16-17.- euro a persona per una settimana di frutta e verdura non devono spaventare nessuno. Piuttosto inviterei qualcuno a usare meno il telefonino o a frequantare meno le sale gioco. Ortofrutta, sopratutto se biologica, fa certamente meglio alla salute e probabilmnete anche al portafoglio.
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martedì 17 aprile 2012
ORTOFRUTTA - PIANO DI SALVATAGGIO
Mario Catania
Alle difficoltà di pesche e nettarine si era ormai abituati ma è stata soprattutto la crisi ancora irrisolta di produzioni non considerate deperibili come pere e kiwi a far scattare l’allarme rosso. I 67.000 ettari di produzioni frutticole dell’Emilia Romagna sono suddivisi come segue: pere 33 %, 15 % nettarine, 13 % pesche e 7 % kiwi.
Rabboni ha coordinato per tanti mesi i lavori sfociati adesso nelle proposte presentate a questo consesso dal nome “Ortofrutta, nuovi strumenti per la stabilità del settore” in presenza del ministro Mario Catania e dell’europarlamentare e presidente della commissione agricoltura al parlamento europeo, Paolo De Castro.
La proposta per la quale Rabboni chiedeva per l’occasione aperte prese di posizioni ai tanti leader presenti si articola in 5 punti:
1) Accordi interprofessionali per governare le produzioni (catasto, regole produttive, regole per la raccolta, regole fitosanitarie, promozioni, contributi dei soci, sanzioni per chi trasgredisce)
2) Fondi mutualistici ed assicurazioni sul reddito dei produttori (cofinanziati dal pubblico)
3) Pagamenti comunitari di base (che contengono anche i provvedimenti per il 7 % del greening)
4) Creazione di un fondo autofinanziato per destinare quote di prodotto ai nuovi mercati (sostenendo DOP ed IGP), inclusi gemellaggi con marchi privati
5) Buone applicazioni dell’ art. 62 sulle liberalizzazioni con pagamenti garantiti a 30 gg. sulla base di contratti scritti ecc. ecc.)
Sono intervenuti in stretto ordine alfabetico nove responsabili con dichiarazioni di 10 minuti l’una. Tutti hanno dato appoggio al piano senza esitazioni ma con qualche precisazine o qualche sottolineatura: Paolo Bruni (Cogeca), Maurizio Gardini, (Alleanza Cooperative), Salvatore Giardina (Confagricoltura) , Gino Peviani (Fruitimprese) , Giuseppe Politi (CIA), Mario Tamanti (CSO) , Mauro Tonello (Coldiretti) Franco Verrascina (Copagri) e Dario Stefàno (Coordinatore delle Regioni).
L'INTERVENTO DEL MINISTRO
Ha chiuso i lavori il Ministro Mario Catania pronunciando parole chiare e spesso scomode. Prima di tutto ha avvertito che la situazione resta difficile, che i consumi sono calati invitando tutti di andare oltre le annunciazioni e di agire.
Il primo invito è quello rivolto ai produttori che devono portare al mercato prodotti più rispondenti alle esigenze dei consumatori, prodotti innovativi e di qualità. Il secondo richiamo è stato indirizzato alla grande distribuzione colpevole di fare leva sopratutto sul prezzo trascurando la qualità causando di conseguenza nuovi cali di consumo. Catania ha chiesto di riflettere sul fatto che più si afferma la grande distribuzione più calano i consumi di ortofrutta.
Il rapportio della produzione con il resto della filiera però può e deve essere migliorato. Per esempio l'eccesso di offerta non giova e si capisce la necessità di governare i volumi. In questo senso l'iniziativa Rabboni trova il consenso del Ministro che ricorda la necessità di fermare la storica riduzione delle quote di valore che rimangono alla produzione.
Altri interventi dovranno essere operati a livello comunitario ed a questo riguardo Catania ha ricordato che è già deciso l'aumento dei prezzi di ritiro a doppio livello con preferenza al percorso beneficienza. Dovranno seguire in autunno modifiche dell'OCM all'interno della nuova PAC. Per quanto riguarda i fondi mutualistici il ministro promette di insistere su una soluzione nazionale perchè quella dei PSR non avrebbe una dotazione sufficiente.
Non è stato dimenticato il problema degli sbarramenti fitosanitari a livello di commercio internazionale e sarà intensificata l'azioni di penetrazione nei confronti di paesi come gli Stati Uniti per aprire le frontiere alle nostre mele e pere. Purtroppo la reticenza americana non si basa più su ragioni tecniche ma rimangono in essere quelle politiche. Come esempio positivo è stato citata la Cina (che nel giro di 2-3 anni ha già importato 14.000 tonnellate di kiwi italiano) ed anche l'apertura imminente al kiwi italiano del mercato Sud Coreano.
In Italia
La la partita più importante, sempre secondo Catania, la si gioca a livello nazionale e cioè a Roma. Infatti non ha dimenticato di menzionare l'azione del suo ministero a favore dell'attenuazione dell'IMU sui fabbricati rurali ed ha insistito anche sulla necessità di mettere in campo l'interprofessione dando ragione a Rabboni. Purtroppo a quei tavoli per una ragione o per l'altra manca spesso la GDO che pertanto non aiuta la soluzione dei problemi. Catania ha detto anche testualmente "...dell'art. 62 avremmo anche fatto a meno" ma che per il momento non ci sono le condizioni.
L'aggregazione dell'offerta
Un altro tema scottante è quello dell'aggregazione dell'offerta. Catania a questo proposito ha fatto due affermazioni forti: da un lato ha sottolineato l'assoluta necessità dell'aggregazione dell'offerta affermando che senza di essa "tutto sarà un pagliativo". Ma ha aggiunto che "...è troppo volte ci si è "incartati" sulle formule fra cooperative, O.P. e altro. Le modalità di aggregare l'offerta sono molteplici e non sono solo le cooperative a poter dare risposte per tutto. Dovranno essere studiate ed adottate nuove forme di associazione che tengano conto delle diverse realtà che sono ben diverse fra prodotto e prodotto e fra regione e regione"
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mercoledì 1 febbraio 2012
AUMENTARE IL CONSUMO E' POSSIBILE
Chi si occupa di media si deve per forza confrontare giorno dopo giorno con i temi più trattati del momento. Rimanendo nell'ambito ortofrutticolo generalmente si focalizzano su problemi di attualità che hanno a che fare a rotazione con le variazioni delle produzioni, della stagione, dei mercati, dei comportamenti dei concorrenti, dei consumi.
Un tema però non scompare mai: quello della salute e dell'influenza benefica che il consumo di ortofrutta ha sull'organismo umano. Il fatto è importante ma la mole di news che giorno dopo giorno viene pubblicata da giornali e riviste e dibattute in Radio e TV non fa che confondere le idee perchè l'impressione che rimane è quella che l'ortofrutta fresca genericamente fa bene ma questo purtroppo non è una novità.
Ci vorrebe chi (per esempio la squadra organizzatasi recentemente intorno al progetto ORTOFRUTTA D'ITALIA del CSO (centro Servizi Ortofrutticoli) si decidesse a coordinare con l'aiuto di un comitato medico-scientifico questo flusso di informazioni ed iniziasse a focalizzare l'attenzione prodotto per prodotto. E' per esempio ormai risaputo che mangiare Kiwi aiuta l'intestino a migliorare le sue funzioni, questo fatto potrebbe essere maggiormente studiato e commentato da medici e finire come notizia su tanti media. Diversi prodotti diminuiscono l'incidenza di tumori al seno o al colon e questi potrebbero essere maggiormente pubblicizzati sottolineando questa funzione. Tante specie possono anche migliorano le funzioni della circolazione arteriosa e non c'è dubbio che esista un grande pubblico interessato a queste problematiche.
Una volta organizzata la squadra scientifica iniziare ad animare blog e social media come Facebook diventerbbe un gioco da ragazzi. Ma con grandissima risonanza anche presso i giovani che hanno bisogno di consigli per una migliore alimentazione.
Potrebbe insomma svilupparsi intorno a questi temi un movimento adatto a rilanciare il consumo di ortofrutta fresca. Con questo sistema NUCIS è riuscito ad invertire la tendenza che nel giro di 5 anni è passata da negativa a fortemente positiva in fatto di consumi di frutta secca. Senza grandi investimenti ma solo enfatizzando con serietà quanto di buono c'è nell'abituarsi a dare più attenzione a quanto mangiamo.
Un tema però non scompare mai: quello della salute e dell'influenza benefica che il consumo di ortofrutta ha sull'organismo umano. Il fatto è importante ma la mole di news che giorno dopo giorno viene pubblicata da giornali e riviste e dibattute in Radio e TV non fa che confondere le idee perchè l'impressione che rimane è quella che l'ortofrutta fresca genericamente fa bene ma questo purtroppo non è una novità.
Ci vorrebe chi (per esempio la squadra organizzatasi recentemente intorno al progetto ORTOFRUTTA D'ITALIA del CSO (centro Servizi Ortofrutticoli) si decidesse a coordinare con l'aiuto di un comitato medico-scientifico questo flusso di informazioni ed iniziasse a focalizzare l'attenzione prodotto per prodotto. E' per esempio ormai risaputo che mangiare Kiwi aiuta l'intestino a migliorare le sue funzioni, questo fatto potrebbe essere maggiormente studiato e commentato da medici e finire come notizia su tanti media. Diversi prodotti diminuiscono l'incidenza di tumori al seno o al colon e questi potrebbero essere maggiormente pubblicizzati sottolineando questa funzione. Tante specie possono anche migliorano le funzioni della circolazione arteriosa e non c'è dubbio che esista un grande pubblico interessato a queste problematiche.
Una volta organizzata la squadra scientifica iniziare ad animare blog e social media come Facebook diventerbbe un gioco da ragazzi. Ma con grandissima risonanza anche presso i giovani che hanno bisogno di consigli per una migliore alimentazione.
Potrebbe insomma svilupparsi intorno a questi temi un movimento adatto a rilanciare il consumo di ortofrutta fresca. Con questo sistema NUCIS è riuscito ad invertire la tendenza che nel giro di 5 anni è passata da negativa a fortemente positiva in fatto di consumi di frutta secca. Senza grandi investimenti ma solo enfatizzando con serietà quanto di buono c'è nell'abituarsi a dare più attenzione a quanto mangiamo.
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