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mercoledì 1 febbraio 2012

AUMENTARE IL CONSUMO E' POSSIBILE

Chi si occupa di media si deve per forza confrontare giorno dopo giorno con i temi più trattati del momento. Rimanendo nell'ambito ortofrutticolo generalmente si focalizzano su problemi di attualità che hanno a che fare a rotazione con le variazioni delle produzioni, della stagione, dei mercati, dei comportamenti dei concorrenti, dei consumi.

Un tema però non scompare mai: quello della salute e dell'influenza benefica che il consumo di ortofrutta ha sull'organismo umano. Il fatto è importante ma la mole di news che giorno dopo giorno viene pubblicata da giornali e riviste e dibattute in Radio e TV non fa che confondere le idee perchè l'impressione che rimane è quella che l'ortofrutta fresca genericamente fa bene ma questo purtroppo non è una novità.

Ci vorrebe chi (per esempio la squadra organizzatasi recentemente intorno al progetto ORTOFRUTTA D'ITALIA del CSO (centro Servizi Ortofrutticoli) si decidesse a coordinare con l'aiuto di un comitato medico-scientifico questo flusso di informazioni ed iniziasse a focalizzare l'attenzione prodotto per prodotto. E' per esempio ormai risaputo che mangiare Kiwi aiuta l'intestino a migliorare le sue funzioni, questo fatto potrebbe essere maggiormente studiato e commentato da medici e finire come notizia su tanti media. Diversi prodotti diminuiscono l'incidenza di tumori al seno o al colon e questi potrebbero essere maggiormente pubblicizzati sottolineando questa funzione. Tante specie possono anche migliorano le funzioni della circolazione arteriosa e non c'è dubbio che esista un grande pubblico interessato a queste problematiche.

Una volta organizzata la squadra scientifica iniziare ad animare blog e social media come Facebook diventerbbe un gioco da ragazzi. Ma con grandissima risonanza anche presso i giovani che hanno bisogno di consigli per una migliore alimentazione.

Potrebbe insomma svilupparsi intorno a questi temi un movimento adatto a rilanciare il consumo di ortofrutta fresca. Con questo sistema NUCIS è riuscito ad invertire la tendenza che nel giro di 5 anni è passata da negativa a fortemente positiva in fatto di consumi di frutta secca. Senza grandi investimenti ma solo enfatizzando con serietà quanto di buono c'è nell'abituarsi a dare più attenzione a quanto mangiamo.

domenica 21 marzo 2010

I MEZZI DI COMUNICAZIONE: STORIA VISSUTA

EVOLUZIONE DEI MEZZI A DISPOSIZIONE DI UN OPERATORE COMMERCIALE.


Ogni tanto mi vengono in mente i miei primi contatti con la comunicazione moderna. Sono nato nel 1938, ben dopo l’invenzione della radio ma anche molto prima dell’introduzione della TV in Italia.

A parte la radio che era compagna naturale della giornata e di tutta la famiglia, ed il Corriere della Sera che era il compagno prediletto di mio padre ricordo il telegramma.

ANNI ’50, IL TELEGRAMMA:
Essendo mio padre stato un rappresentante di commercio la comunicazione (anche quella fisia con l’autovettura) era per lui pane quotidiano. Ogni tanto aveva da fare missive urgenti anche dopo cena ed allora mi chiese di prendere la bicicletta per andare a fare un telegramma o due alla posta che era distante 10 minuti da casa nostra.

In casa avevamo il telefono (un numero di sole 4 cifre) ma si vede che non era stata ancora introdotta l’accettazione da parte delle poste di telegrammi via telefono.

ANNI ’60, LA TELESCRIVENTE
Quando nell’anno 1957 ero a Monaco di Baviera per fare un periodo di apprendistato (stage si direbbe oggi) la telescrivente era già di uso quotidiano negli uffici. In Italia siamo riusciti fra i primi (nel 1964) ad avere a disposizione la telescrivente che era importante soprattutto per i collegamenti con i clienti esteri. Era infatti l’unico mezzo capace di collegarci immediatamente con i mercati lontani perché si poteva fare i numeri diretti.

Questo non era possibile con il telefono che in mancanza di prefissi nazionali e poi internazionali richiedeva l’intervento della TIM di allora. Non mi voglio soffermare sulle snervanti attese che comportava la prenotazione di una conversazione con Milano o con Londra intervallata spesso da chiamate del seguente tono: “…ho chiesto di parlare con Ferrara ormai 20 minuti fa e sono ancora in attesa di collegamento, vorrei pertanto sollecitare la telefonata….”

Non credo che questo sollecito cambiasse il destino della mia attesa ma così facevamo tutti con la speranza che la signorina all’altro capo del filo avesse compassione. Si sapeva infatti che tutti i collegamento venivano fatti manualmente su grandi armadi con innumerevoli spine, cavi e numeri di riferimento. Spostare in avanti nella lista cartacea un utente poteva anche essere possbile o almeno così ci sembrava e così ogni tanto sicuramente succedeva.

La telescrivente sarebbe stata bella ove servisse solo alla trasmissione di un testo ma così non era. Regolarmente si faceva trattative per concludere affari e definire prezzi e la tensione della disputa veniva spesso aggravata dalla snervante lentezza del mezzo che si basava sulla scrittura sulla tastiera.

ANNI ’70: LA TELESELEZIONE TELEFONCIA
Ero ormai stabilmente a Vignola da dove partirono per i mercati interi ed esteri le meravigliose ciliegie che erano da decenni conosciuti in Italia ma che nel dopoguerra si sono affermate anche sui mercati esteri grazie all’eccellente qualità intrinseca ed in seguito dal marchio del consorzio della ciliegia tipica, primo esempio di garanzia e comunicazione nel settore ortofrutticolo italiano.

Ormai le grandi città erano servite dalla teleselezione ma in provincia si profilavano anni di attesa. L’unico metodo per collegarci pertanto alla rete telefonica diretta internazionale era l’istallazione, del tutto eccezionale, di una linea diretta fra Vignola e Bologna che ci permetteva da quel momento in poi di collegarci con molti paesi europei girando con pazienza il disco tondo che era la tastiera di ogni apparecchio telefonico. Ci sembrava toccare il cielo con un dito.

ANNI ’80: IL FAX (DA FACSIMILE) E TELEFONI PORTATILI
Certi clienti avevano l’esigenza di inviarci esemplari di etichette oppure di disegni esplicativi e ci dissero che il mezzo migliore era un aggeggio che si chiamava FAX. Nel giro di poche settimane anche nel nostro ufficio trovò il suo posto un nuovo apparecchio che tutt’ora serve in certi momenti.

Da non dimenticare la diffusione dei telefoni portatili che in quegli anni nonostante i costi ancora alti erano diventati accessibili anche al grande popolo degli agenti commerciali. Si trattava di apparecchi del peso di uno-due KG che potevano essere montati anche sulle autovetture. La strada verso l’uso dei cellulare come li conosciamo oggi era aperta ed il progresso è soprattutto scadenzato dalla diminuzione progressiva del peso della batteria.

ANNI ’90: LA RIVOLUZIONE DEL PC (PERSONAL COMPUTER) E LA POSTA ELETTRONICA
Se si pensa che i floppy disc erano ancora la novità negli anni ’80 si capirà che solo gli anni ’90 hanno visto l’introduzione massiccia dei PC negli uffici delle ditte commerciali. Da allora in poi tutto si è svolto in rapida successione ed è ancora il presente. E’ impossibile parlare in modo conciso di tutto quanto ha portato il computer da quando Internet si è diffusa in modo così potente. Una delle conseguenze è stata anche la posta che da quel momento ha potuto raggiungere milioni di persone elettronicamente.

ANNI ‘2000: SKYPE E NON SOLO
L’evoluzione è ormai frenetica e la comunicazione è impazzita. Non per niente i vecchi mezzi come la carta stampata ed in parte anche la Televisione sono in crisi e le potenzialità del WEB sono già notevoli ma fanno appena adesso intravvedere le immense possibilità delle future applicazioni.

Oggi sono in voga Facebook, Twitter o similari e già abbiamo dimenticato quanta meraviglia ha destato e quanto seguito ha avuto “second life” solo pochi anni fa. Una descrizione più dettagliata della situazione sarebbe interessante ma non deve essere compito di uno “storico” come me che ha solo voluto con queste annotazioni ricordare il breve ma interessante camino della comunicazione e dei mezzi che la sostengono come è stato vissuto di persona fin dalla propria gioventù..