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martedì 24 luglio 2012

Le banane di ORSERO e le associazioni di produttori

Dopo settimane di intensa campagna televisiva continuiamo ad incontrare la marca ORSERO ogni giorno su tutte le riviste d’Italia. Lo spunto per questo commento viene proprio dall’aver notato una bella banana ORSERO anche su una rivista cult dei giovani come WIRED che mensilmente scandaglia il mondo di Internet.


Fra una marea di annunci ed inserzioni che offrono gadget elettronici di ogni genere la vista di questo invitante frutto fa piacere e senza dubbio induce a maggior consumo, anche immediato.



I produttori di ortofrutta italiani e le loro associazioni dovrebbero fare due riflessioni basilari: la prima: è senz’ altro giusto fare azioni di marketing di questo genere e la seconda: come e con chi farle.

I fondi per la promozione non mancano perché la PAC ne prevede in abbondanza ma metterla in pratica è reso complicato dalla mancanza di una filosofia di marketing che darebbe un’adeguata organizzazione.

La filosofia dovrebbe chiarire le strategie per produrre secondo le esigenze del consumatore europeo e l’organizzazione dovrebbe stabilire i compiti dei vari attori. La filiera è lunga ed i mercati si allargano. Occorrono sinergie e collaborazioni.

L’ortofrutta italiana è come una squadra di calcio che ha una vasta rosa di 22 giocatori fra produttori, servizi, distributori e promotori ma ne fa giocare sempre i soliti undici.

C’è da chiedersi, per fare solo un esempio, chi studia i mercati a tappeto? Dove sono le squadre di ricercatori che cercano di comprendere le esigenze dei compratori e dei consumatori?

Dove sono i messaggi pubblicitari che attirano l’attenzione del mondo intero sui nostri prodotti ortofrutticoli che se non altro crescono su terreni formidabili con l’aiuto di microclimi ideali

La promozione a favore della qualità e dell’immagine dei prodotti ortofrutticoli italiani, soprattutto all’estero e sui mercati emergenti d’oltremare, potrebbe essere sostenuta in modo istituzionale, specie per specie, zona per zona con i fondi previsti dalla Politica Agricola Comunitaria (vedi foto albicocche francesi). I successi più clamorosi in Italia vengono raggiunti con meno di un centesimo di euro al KG



L’esempio di ORSERO dovrebbe poi evidenziare a tutto il mondo della produzione che le forze commerciali private sono vive ed agguerrite. Quando non trovano pane per i loro denti in Italia fanno presto a trovarlo in paesi più affamati e facilitano l’afflusso di merci importate, e non solo frutta tropicale. Spesso sono costrette a diventare produttori esse stesse per soddisfare meglio i desideri dei buyer e perché la produzione tradizionale non si aggiorna abbastanza velocemente.





lunedì 30 gennaio 2012

UN BUON MOMENTO PER LA COMUNCAZIONE ORTOFRUTTICOLA


Pochi giorni fa al Grand Hotel Carlton di Bologna il CSO ha presentato una campagna divulgativa chiamata ORTOFRUTTA d'ITALIA, Sapori e Qualità, destinata in futuro ad avvicinare il consumatore italiano di ortofrutta maggiormente al mondo della produzione e della distribuzione di questo prodotto alimentare così genuino. I consumi calanti da anni e l'obesità crescente delle giovani generazioni avrebbero richiesto un intervento di questo genere da tempo. Meglio tardi che mai! C'è solo da augurarsi che i mezzi messi a disposizione siano impiegati efficacemente e che durino nel tempo.

Il secondo evento di grande impatto perchè innovativo è la collaborazione fra 4 attori della distribuzione ortofrutticola che per la prima volta si rivolgono ai fruttivendoli, al dettaglio tradizionale. Orsero, Apofruit, Melinda e St. Orsola uniscono le forze in un progetto chiamato MAGIC CODE pensato per coinvolgere maggiormente ed in forma moderna l'ultimo anello della catena di distribuzione, quello dei punti vendita al dettaglio. Tutta la gamma di prodotti di ottima qualità di marca vengono puntualmente distribuiti in tutt'Italia e la collaborazione dei dei fruttivendoli viene sollecitata attraverso premi e l'adizione del QR Code.

Gli addetti potranno così sapere in dettaglio quel che si nasconde dietro ogni cassetta di frutta e potranno dare informazioni sempre più dettagliate ai loro clienti. Ma anche il cliente, che ormai spesso possiede uno smartphone con l'app dell QR code, potrà informarsi sia in negozio come anche a casa sulla provenienza e le peculiarietà del prodotto da consumare.

Si tratta solo di due iniziative ma sono senz'altro segno di una nuova presa di coscienza che mette la comunicazione al primo posto. Sono ormai troppi i messaggi pubblicitari di prodotti succedanei che irorano il consumatore durante tutta la giornata e le preferenze vanno spesso laddove l'informazione porta. Non c'è da stupirsi dunque che i colossi delle merendine, della cioccolata e di tanti prodotti alimentari "alla frutta" erodono le quote del prodotto genuino, la semplice frutta fresca. Vi è da sperare che la garanzia di prodotti veramente buoni, dolci e maturi al punto giusto sia stimolo per maggior simpatia nella giusta direzione

sabato 21 gennaio 2012

MAGIC CODE - Quattro Colossi si Riuniscono

Orsero esce dall'isolamento ed insieme alla sua Simba inizia un percorso in compagnia di Melinda, Apofruit e Sant’Orsola. Si dichiara che questa innovativa iniziativa imprenditoriale nel settore italiano dell’ortofrutta ha lo scopo di creare una rete interattiva tra la produzione più qualificata e la distribuzione al dettaglio più specializzata.

Dopo la creazione dell'Alleanza delle Cooperative che ha visto unirsi in un unico soggeto Fedagri, Legacoop Agroalimentare e Agci-Agrital questo è il secondo segnale eclatante che la filiera ortofrutticola se è messa in moto.

Non c'è dubbio che anche le condizioni dei mercati spingono verso la ricerca di nuove soluzioni e come il Governo Monti riesce finalmente ad adottare misure necessarie da tempo così anche l'ortofrutta italiana potrà trovare una via d'uscita se tante altre realtà decidono di attrezzarsi per una gestione più rispondente della produzione e della distribuzione nazionale ed internazionale.

I due esempi qui citati finora si riferiscono al mercato italiano ed il suo presidio è indispensabile. Ma simili strumenti dovranno essere realizzati anche per il presidio dei mercati mondiali che hanno un respiro ben più ampio e complesso. In questa occasione voglio ricordare la grande notorietà e l'ottima immagine nel mondo di tutti i prodotti alimentari made in Italy mentre la conoscenza delle regioni (anche quelle più famose come la Topscana) non vanno molto al di là dei confini della Vecchia Europa. Ben venga la rinascita dell'ICE che potrebbe fare con l'ortofrutta quello che a livello mondiale ha fatto von il vino: ottenere grandi successi