Quest´anno per la prima volta ho preferito rimanere a Berlino anche dopo la chiusura del venerdi sera e dopo una sana dormita ed una bella nuotata in piscina mi accingo ad accennare a qualche prima sommaria impressione riferita appunto a questa straordinaria manifestazione che ogni anno porta qui il gota della distribuzione orofrutticola mondiale.
Anche la stagione clemente ha aiutato a rendere le giornate piu` vivibili e sottolinea il clima positivo che anche all´ínterno dei padiglioni si respirava. Tutti dáccordo a notare la favolosa presenza dei Sudamericani al padigglione 25, tanti che notano un calo delle preseneze spagnole e francesi, molti che racccontano di una sempre piu´massiccia infuenza degli olandesi. In questo quadro l´Ítalia si presenta ancora con un plotone verament invidiabile di espositori: 458 su un totale di oltre 2.000.
Da un lato questo e`frutto di decennale espererienza sul mercato tedesco ma anche dell´enorme dilatazione dell´offerta in tutti i comparti dei servizi e della meccanizzazione, senza trascurare il comparto della logistica, del biologico e quello del convenience.
Purtroppo se anche l´Italia cè´...in troppo pochi ne conoscono il peso. E´frutto della poca unitarietá´ e della nostra insistenza sul marciare individualmente invece di accordarci sulla cura di unímagine unitaria, di paes, di efficienza collettiva che potrebbe grandemente venir fuori proprio in questi tempi di globalizzazione e di grandi numeri.
Ancora una volta mi vien da riporre speranze nella nuova ICE - Istituto Commercio Estero (che anche in un colloquio diretto con il massimo responsabile romano presente in fiera e´stato sottolineato) perché´chi visita i centri nevralgici in giro per il mondo sa quanto conta l´appartenenza ad un sistema paese conosciuto ed apprezzato quando si bussa alle porte che contano.
Visualizzazione post con etichetta ICE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ICE. Mostra tutti i post
sabato 9 febbraio 2013
Fruitlogistica Berlino: il giorno dopo
Etichette: ortofrutta, pesche, fruttivendolo
fruitlogisitca berlino,
ICE,
ortofrutta
mercoledì 26 dicembre 2012
Monti propone Politica agricola di Pecoraro Scanio o D'Alemanno
Ho scorso velocemente la cosiddetta Agenda Monti e, a parte il fatto che per realizzarla non basterebbero due legislature, vedo confermato che quando si tratta di agricoltura (della quale nessuna ha mai la più pallida idea, l'unico sarebbe oggi, dopo anni di gavetta, l'ex ministro Paolo De Castro), ogni nuovo arrivato copia pari pari l'impostazione dei predecessori che pari pari prendono per buoni i suggerimenti delle organizzazioni professinali e delle alte cariche ministeriali, innovazione zero!
Ecco qui un estratto significativo dall'agenda:
"
" E’ infine necessaria una forte politica di sostegno all’export per imprese agricole ed industriali contando sul ruolo rafforzato dell’ICE per il settore"
Ecco qui un estratto significativo dall'agenda:
"
Bisogna prendere misure per assicurare che agli agricoltori non rimanga una quota troppo bassa del valore aggiunto generato lungo le filiere agroalimentari, favorendo una maggiore aggregazione dell’offerta che dia agli agricoltori un adeguata forza contrattuale sul mercato ed eliminando intermediazioni inutili e parassitarie che sottraggono reddito"
COSA C'è MAI DI NUOVO QUI?
Dal mio osservatorio piuttosto completo vorrei segnalare che in certe regioni d'Italia le aggregazioni sono già giunte ai massimi livelli possibili (vedi per es. Emilia Romagna) senza risolvere assolutamente il problema della remunerazione insufficiente dell'agricoltore. Inoltre le cosiddette intermediazioni inutili e parassitarie non esistono più da quando tutti i supermercati si raccordano direttamente con la produzione senza però riusciere a risparmiare una sola delle tante spese che vengono generate durante la vorticosa fase distributiva del fresco.
Un passaggio che segnala invece la giusta attenzione a un dettaglio non trascurabile è il seguente:
Peccato che, almeno finora, nessuno abbia mai puntato sull'ICE per rilanciare veramente l'export ortofrutticolo italiano. Basterebbe armare questo valido ente con le giuste munizioni, come lo si fece dopo lo scandolo del Metanolo nel campo del vino, per poter sperare in un'inversione della tendenza disastrosa degli ultimi 2 decenni.
Etichette: ortofrutta, pesche, fruttivendolo
agenda monti,
agricoltura,
ICE,
ortofrutticoli
martedì 3 aprile 2012
ORTOFRUTTA COME VINO ?
Un tema a me caro è stato introdotto ex novo da Roberto della Casa in un suo fondo recente: la promozione dell'ortofrutta italiana e la promozione del consumo di ortofrutta in genere.
L'aggancio di Della Casa lo trova al Vinitaly in una frase del guru del vino Angleo Gaya che recita: ".....insistere sull'alta qualità, sulla distintività delle nostre tradizioni per aumentare il loro valore perchè, malgrado i primati, le nostre bottiglie in media, valgono un terzo di quelle francesi".
Il vino non è facilmente paragonabile all'ortofrutta perchè non marcisce ma anche un frutto può dare emozioni simili a un bicchier di vino se si tratta di vera qualità. Se pensiamo quanto è sfuggente l'emozione che un giapponese prova di fronte a un albero di ciliegi in fiore capiamo che anche assaggiare un buon grappolo d'uva o un cachi maturo al punto giusto può entusiasmare. Ma devono essere al massimo delle loro proprietà.
Nel vino tutto è partito dopo lo Tsunami del Metanolo. Fino a quel momento almeno in Italia la quasi totalità del vino era massa senza personalità. L'importante era il volume ed il prezzo. Dopo lo scandalo della sofisistcazione, con anche dei morti, il clima era quello giusto per far emergere la vera qualità. E ci si sono messi in tanti a garantire qualità con il coraggio di chiedere il giusto prezzo per quella qualità.
Tutto il resto segue: Se si riesce a ricavare il giusto prezzo si può investire in qualità ed aumentarla anno dopo anno. Prima quel giusto prezzo lo prendevano solo i francesi. Oggi tante etichette italiane riescono a realizzarlo per la gioia propria e dei loro clienti.
LA FRUTTA invece cosa fa? Continua a cercare di contenere i costi e di conseguenza i prezzi per accontentare la GDO. I consumatori sono sempre più insoddisfatti perchè manca il piacere della bontà ed i consumi calano. Di conseguenza l'offerta supera sempre la domanda ed il settore si avvita in una caduta senza fine.
Se nel settore vitivinicolo non si fosse mossa tempestivamente l'Istituto per il Commercio Estero con una campagna promozionale internazionale senza precedenti gli sforzi pur meritevoli dei viticoltori non avrebbero forse prodotto tanto successo. Anche l'ortofrutta potrebbe ripartire dall'eccezionale cirisi di questi anni riorganizzando le produzioni e la distribuzione. La nuova ICE potrebbe essere incaricata di ripetere il miracolo del vino e basandosi sulla professionalità di tutto il settore comunicare al mondo intero che la frutta italiana, oltre a nutrire in modo sano, sa anche creare emozioni.
L'aggancio di Della Casa lo trova al Vinitaly in una frase del guru del vino Angleo Gaya che recita: ".....insistere sull'alta qualità, sulla distintività delle nostre tradizioni per aumentare il loro valore perchè, malgrado i primati, le nostre bottiglie in media, valgono un terzo di quelle francesi".
Il vino non è facilmente paragonabile all'ortofrutta perchè non marcisce ma anche un frutto può dare emozioni simili a un bicchier di vino se si tratta di vera qualità. Se pensiamo quanto è sfuggente l'emozione che un giapponese prova di fronte a un albero di ciliegi in fiore capiamo che anche assaggiare un buon grappolo d'uva o un cachi maturo al punto giusto può entusiasmare. Ma devono essere al massimo delle loro proprietà.
Nel vino tutto è partito dopo lo Tsunami del Metanolo. Fino a quel momento almeno in Italia la quasi totalità del vino era massa senza personalità. L'importante era il volume ed il prezzo. Dopo lo scandalo della sofisistcazione, con anche dei morti, il clima era quello giusto per far emergere la vera qualità. E ci si sono messi in tanti a garantire qualità con il coraggio di chiedere il giusto prezzo per quella qualità.
Tutto il resto segue: Se si riesce a ricavare il giusto prezzo si può investire in qualità ed aumentarla anno dopo anno. Prima quel giusto prezzo lo prendevano solo i francesi. Oggi tante etichette italiane riescono a realizzarlo per la gioia propria e dei loro clienti.
LA FRUTTA invece cosa fa? Continua a cercare di contenere i costi e di conseguenza i prezzi per accontentare la GDO. I consumatori sono sempre più insoddisfatti perchè manca il piacere della bontà ed i consumi calano. Di conseguenza l'offerta supera sempre la domanda ed il settore si avvita in una caduta senza fine.
Se nel settore vitivinicolo non si fosse mossa tempestivamente l'Istituto per il Commercio Estero con una campagna promozionale internazionale senza precedenti gli sforzi pur meritevoli dei viticoltori non avrebbero forse prodotto tanto successo. Anche l'ortofrutta potrebbe ripartire dall'eccezionale cirisi di questi anni riorganizzando le produzioni e la distribuzione. La nuova ICE potrebbe essere incaricata di ripetere il miracolo del vino e basandosi sulla professionalità di tutto il settore comunicare al mondo intero che la frutta italiana, oltre a nutrire in modo sano, sa anche creare emozioni.
sabato 21 gennaio 2012
MAGIC CODE - Quattro Colossi si Riuniscono
Orsero esce dall'isolamento ed insieme alla sua Simba inizia un percorso in compagnia di Melinda, Apofruit e Sant’Orsola. Si dichiara che questa innovativa iniziativa imprenditoriale nel settore italiano dell’ortofrutta ha lo scopo di creare una rete interattiva tra la produzione più qualificata e la distribuzione al dettaglio più specializzata.
Dopo la creazione dell'Alleanza delle Cooperative che ha visto unirsi in un unico soggeto Fedagri, Legacoop Agroalimentare e Agci-Agrital questo è il secondo segnale eclatante che la filiera ortofrutticola se è messa in moto.
Non c'è dubbio che anche le condizioni dei mercati spingono verso la ricerca di nuove soluzioni e come il Governo Monti riesce finalmente ad adottare misure necessarie da tempo così anche l'ortofrutta italiana potrà trovare una via d'uscita se tante altre realtà decidono di attrezzarsi per una gestione più rispondente della produzione e della distribuzione nazionale ed internazionale.
I due esempi qui citati finora si riferiscono al mercato italiano ed il suo presidio è indispensabile. Ma simili strumenti dovranno essere realizzati anche per il presidio dei mercati mondiali che hanno un respiro ben più ampio e complesso. In questa occasione voglio ricordare la grande notorietà e l'ottima immagine nel mondo di tutti i prodotti alimentari made in Italy mentre la conoscenza delle regioni (anche quelle più famose come la Topscana) non vanno molto al di là dei confini della Vecchia Europa. Ben venga la rinascita dell'ICE che potrebbe fare con l'ortofrutta quello che a livello mondiale ha fatto von il vino: ottenere grandi successi
Dopo la creazione dell'Alleanza delle Cooperative che ha visto unirsi in un unico soggeto Fedagri, Legacoop Agroalimentare e Agci-Agrital questo è il secondo segnale eclatante che la filiera ortofrutticola se è messa in moto.
Non c'è dubbio che anche le condizioni dei mercati spingono verso la ricerca di nuove soluzioni e come il Governo Monti riesce finalmente ad adottare misure necessarie da tempo così anche l'ortofrutta italiana potrà trovare una via d'uscita se tante altre realtà decidono di attrezzarsi per una gestione più rispondente della produzione e della distribuzione nazionale ed internazionale.
I due esempi qui citati finora si riferiscono al mercato italiano ed il suo presidio è indispensabile. Ma simili strumenti dovranno essere realizzati anche per il presidio dei mercati mondiali che hanno un respiro ben più ampio e complesso. In questa occasione voglio ricordare la grande notorietà e l'ottima immagine nel mondo di tutti i prodotti alimentari made in Italy mentre la conoscenza delle regioni (anche quelle più famose come la Topscana) non vanno molto al di là dei confini della Vecchia Europa. Ben venga la rinascita dell'ICE che potrebbe fare con l'ortofrutta quello che a livello mondiale ha fatto von il vino: ottenere grandi successi
Etichette: ortofrutta, pesche, fruttivendolo
apofruit,
ICE,
magic code,
melinda,
orsero
Iscriviti a:
Post (Atom)

.jpg)
.jpg)