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giovedì 28 marzo 2013

VIGNOLA - la primavera ritarda ad arrivare

Quest'anno la stagione è molto in ritardo. In un'annata normale l'ultima settimana di marzo vede già i primi fiore sui ciliegi. Siamo oggi al 28 di marzo ed i ciliegi dormono ancora anche se le gemme sono gonfie da tempo e vorrebbero esplodere.

Vignola - 27 marzo, primissimi fiori singoli di albicocco sotto il cielo buio
Nelle due foto mostro invece i primi albicocchi in fiore. Le temperature massime sono di +7 gradi centigradi ed il cielo si mostra plumbeo.

Vignola - 28 marzo un filare intero di albicocchi già in pieno fiore, tutto scuro sotto le nuvole cariche di pioggia
Le previsioni di tempo sono poco promettenti anche per il weekend di Pasqua che quest'anno va dal 30 marzo al 1. aprile. La famosa  festa Vignolese del ciliegio in fiore che inizia con la sfilata dei carri allegorici lunedì di Pasqua dovrà fare a meno dell'usuale sfavillante cornice bianca di tanti alberi in fiore.

mercoledì 28 novembre 2012

Pronto il lancio della ciliegia Igp: fondi e un consorzio


Riporto qui un articolo a firma di A.M. che domani sarà pubblicato sulla "Gazzetta di Modena"


Il consorzio di Vignola è stato il primo a sviluppare ed a promuovere un proprio brand nei lontani anni '60 ma è uno degli ultimi a essersi deciso a sottostare alle regole ferree dell'IGP (indicazione geografica protetta)



VIGNOLA Per la ciliegia di Vignola Igp ora al via la “fase 2” per il lancio del prodotto certificato, dopo il riconoscimento europeo. A un consorzio di tutela certificazione del prodotto e lotta alla contraffazione. Pronto anche un fondo per l'adeguamento delle aziende agricole, mentre l'Unione Terre di Castelli potrebbe chiedere la delega sull'agricoltura. Ora che c'è l'Igp «occorrerà lavorare alla garanzia del prodotto sul mercato - commenta l'assessore provinciale all'Agricoltura, Giandomenico Tomei - perché garantire il prodotto è la forza più importante per un'industria come questa che lavora a cielo aperto». Valido questo soprattutto per la ciliegia che negli ultimi anni ha avuto grossi cali di produzione a causa di piogge abbondanti tra maggio e giugno. Da qui a breve alcune tappe obbligate, a partire dalla creazione di un consorzio di tutela del prodotto che nascerà dall'attuale Consorzio della Ciliegia. Con la sede operativa nel mercato ortofrutticolo di Vignola, la

sua casa sarà al Palatipico della Camera di Commercio di Modena, dove hanno sede i consorzi dei prodotti Dop e Igp. Compito del nuovo organismo i controlli per certificare il prodotto degli agricoltori che vorranno il marchio e la lotta alla contraffazione. Per i produttori di ciliegie modenesi pronto un fondo triennale da 120mila euro l'anno, di questi 40mila vengono dal Comune di Vignola, il resto dagli altri comuni di Modena che cadono nel disciplinare, in proporzione alla produzione. A breve verrà proposto di entrare nel fondo anche ai Comuni del disciplinare in provincia di Bologna. Questi soldi serviranno per le spese di adeguamento dei produttori che vorranno fregiarsi del marchio a Indicazione Geografica Protetta. Ma pesa l'incognita sul riordino amministrativo. «A gennaio - spiega Daria Denti, presidente dell'Unione Terre di Castelli - ci sarà il riordino delle provincie e servirà dalla Regione un impegno forte per gli agricoltori». Da anni gli unici fondi sono dell

a Ue gestiti dalle Regioni; i produttori di ciliegie spesso non riescono ad accedere ai bandi perché di dimensioni ridotte. «Se la Regione non tutelerà anche i nostri produttori - chiude la Denti - potremmo arrivare a chiedere che la delega all'agricoltura passi all'Unione». Il 20 dicembre consiglio dell'Unione straordinario sull’argomento. (a.m.)

lunedì 16 luglio 2012

Voodoo: Risposte serie a battute ironiche

Roberto Della Casa che da queste parti è più conosciuto come Doctor House, pubblica stamattina un suo saggio ironico arrivando alla conclusione che di fronte a evoluzioni tanto imprevedibili come i mercati ortofrutticoli varrebbe la pena di concentrasi su riti propiziatori a favore della nostra frutta: da qualche candela ai Santi Patroni dell’Agricoltura fino a qualche corso di specializzazione in Macumba o Vudù.


I
Tutto parte dalla constatazione che i prezzi di pesche e nettarine sono favorevoli contro ogni aspettativa. Soprattutto la stagione eccezionalmente calda e bella ha da un lato impedito l’affollamento dei canali distributivi con quantitativi imponenti di prodotti e dall’altro ha favorito consumi superiori al solito.

Ma Della Casa trae anche una conclusione seria che, prendendo spunto dall’industria del gelato che è riuscita a far consumare gelati anche nelle giornate fredde dell’inverno, invita produttori e distributori ad organizzare meglio il timing delle campagne e soprattutto a rendere meno “meteopatici” i consumi di frutta estiva.

Tutto molto interessante e simpatico ma vorrei aggiungere due riflessioni pratiche: Nonostante le drammatiche lamentele imperniate sui prezzi al singolo produttore interessa quello che porta a casa dall’investimento su un ettaro di terra. Non è stato tanto drammatico il prezzo delle pere della stagione 2011 perché ogni ettaro ha resto anche il 50 percento più della media e non è tutto rosa e fiori il prezzo delle pesche in questo inizio 2012 quando la calura rende scarso il quantitativo che si consegna al magazzino di confezionamento. Certo, i conti sono ancora tutti da fare.

L’altro argomento è quello delle nuove produzioni che invadono gli spazi della tradizionale frutta di stagione. Voglio qui menzionare solo un esempio eclatante. Il mese di giugno era tradizionalmente il mese delle ciliegie e delle pesche precoci. L’uva iniziava a metà luglio. Da alcuni anni invece uva buona italiana inizia ad apparire sulle bancarelle i primi giorni di giugno e contendo spazi alla pesca. Non conosco studi che hanno preso sotto la lente le tante situazioni simili informando il produttore che deve investire in che modo sono radicalmente mutate le condizioni di mercato! E’ lecito chiedersi perché le università non studiano questi o simili quadri macroeconomici?

Sì, perché le remunerazioni troppo basse delle quali si lamenta il produttore sono quasi sempre legate a un’ offerta superiore alla domanda. Una persona che mangia un grappolo d’uva non mangia una pesca o due. Produrre secondo il mercato sarebbe pertanto la prima ricetta (raramente seguita) come la seconda sarebbe quella di promuovere il prodotto ed i relativi consumi (ricetta ugualmente trascurata sistematicamente).

sabato 20 agosto 2011

Le ciliegie conquistano nuovi spazi


Voglio qui segnalare che, a Ferragosto, anche nei migliori negozi di Bologna e delle località turistiche più note della regione, sono apparse le ciliegie della Val Martello. Si tratta di una piccola vallata che raccogliendo le acque che scendono dal ghiacciao dell'Ortles sfocia nell'Adige che scende dal Passo Resia ed offre a quasi 1.000 metri di altitudine pochi ettari di terra coltivabile. Le bellissime fragole tardive di questa zona si sono affermate da ormai alcuni anni.

E' la conferma che i frutticoltori sudtirolesi hanno scoperto questo frutto che fino a pochi anni fa non faceva parte della pur ricca offerta di prodotti ortofrutticoli della Provincia di Bolzano (mele, pere, fragole ecc.) Poche settimane fa si sono infatti viste anche bellissime ciliegie provenienti dalla zona di Egna a sud di Bolzano. Si tratta di un arricchimento ottimale dell'offerta di ciliegie che sfruttando le differenze geografichce e di clima sono così presenti come produzione italiana da Maggio (Puglie) a Giugno-Luglio (Vignola, Verona, Romagna) ad Agosto (Trentino ed Alto Adige).

Chi pertanto cerca frutta di stagione deve adattare il proprio vissuto ricordando che la stagione di ciliegie nazionali va da Maggio alla fine di Agosto. E chi lamenta il calo di consumi (per esempio di pesche) non dovrebbe dimenticare che ogni anno ci sono nuovi prodotti concorrenti anche dall'Italia. E spesso sono di ottima qualità come per esempio l'uva Vittoria presente già a Giugno)