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mercoledì 28 novembre 2012

Pronto il lancio della ciliegia Igp: fondi e un consorzio


Riporto qui un articolo a firma di A.M. che domani sarà pubblicato sulla "Gazzetta di Modena"


Il consorzio di Vignola è stato il primo a sviluppare ed a promuovere un proprio brand nei lontani anni '60 ma è uno degli ultimi a essersi deciso a sottostare alle regole ferree dell'IGP (indicazione geografica protetta)



VIGNOLA Per la ciliegia di Vignola Igp ora al via la “fase 2” per il lancio del prodotto certificato, dopo il riconoscimento europeo. A un consorzio di tutela certificazione del prodotto e lotta alla contraffazione. Pronto anche un fondo per l'adeguamento delle aziende agricole, mentre l'Unione Terre di Castelli potrebbe chiedere la delega sull'agricoltura. Ora che c'è l'Igp «occorrerà lavorare alla garanzia del prodotto sul mercato - commenta l'assessore provinciale all'Agricoltura, Giandomenico Tomei - perché garantire il prodotto è la forza più importante per un'industria come questa che lavora a cielo aperto». Valido questo soprattutto per la ciliegia che negli ultimi anni ha avuto grossi cali di produzione a causa di piogge abbondanti tra maggio e giugno. Da qui a breve alcune tappe obbligate, a partire dalla creazione di un consorzio di tutela del prodotto che nascerà dall'attuale Consorzio della Ciliegia. Con la sede operativa nel mercato ortofrutticolo di Vignola, la

sua casa sarà al Palatipico della Camera di Commercio di Modena, dove hanno sede i consorzi dei prodotti Dop e Igp. Compito del nuovo organismo i controlli per certificare il prodotto degli agricoltori che vorranno il marchio e la lotta alla contraffazione. Per i produttori di ciliegie modenesi pronto un fondo triennale da 120mila euro l'anno, di questi 40mila vengono dal Comune di Vignola, il resto dagli altri comuni di Modena che cadono nel disciplinare, in proporzione alla produzione. A breve verrà proposto di entrare nel fondo anche ai Comuni del disciplinare in provincia di Bologna. Questi soldi serviranno per le spese di adeguamento dei produttori che vorranno fregiarsi del marchio a Indicazione Geografica Protetta. Ma pesa l'incognita sul riordino amministrativo. «A gennaio - spiega Daria Denti, presidente dell'Unione Terre di Castelli - ci sarà il riordino delle provincie e servirà dalla Regione un impegno forte per gli agricoltori». Da anni gli unici fondi sono dell

a Ue gestiti dalle Regioni; i produttori di ciliegie spesso non riescono ad accedere ai bandi perché di dimensioni ridotte. «Se la Regione non tutelerà anche i nostri produttori - chiude la Denti - potremmo arrivare a chiedere che la delega all'agricoltura passi all'Unione». Il 20 dicembre consiglio dell'Unione straordinario sull’argomento. (a.m.)

mercoledì 1 febbraio 2012

DOP ed IGP belle addormentate

In teoria sono strategie che dovrebbero e potrebbero funzionare ma avrebbero bisogno di azioni molto decise ed incisive spalleggaite da aziende in possesso di un'organizzazione commerciale e di marketing possente. Parlo del lancio dei prodotti DOP ed IGP che in ambito produttivo e politico tante speranze avevano suscitato in passato.

Adesso lo stesso Tiberio Rabboni, assessore alle politiche agricole della Regione Emilia-Romagna, ammette che "dopo iniziali euforie i marchi sono finiti nel cassetto".

E' strano allora che il Ministro Catania, che pure ha accolto gran parte dei suggeriementi Emiliano-Romagnoli nell'articolo 62 dedicato alla distribuzione dei prodotti freschi, torni adesso sull'argomento assicurando addirittura una legge per promuovere e sostenere le produzione italiane di qualità. Dice testualmente "L’obiettivo è quello di arrivare a programmare tutte le produzioni assicurando una stabilità di prezzo e tutelando i produttori dalle speculazioni. Nelle prossime settimane metteremo a punto un disegno di legge a tutela del Made in Italy di qualità".

Si continua dunque anche con il governo dei tecnici a perpetuare gli errori del passato: Voler imporre i desiderata della produzione alla distribuzione ed ai consumatori senza avere prima fatto le debite ricerche di mercato e, nel caso di esito positivo, aver messo a punto una forte azione di marketing e pubblicità condivisa dai principali protagonisti della filiera.