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venerdì 20 aprile 2012

ORTOFRUTTA APRILE 2012 - I 5 PUNTI DEL PIANO RABBONI

Lunedì 16 aprile a Bologna è stato uno dei grandi momenti del mondo ortofrutticolo regionale. Tiberio Rabboni , assessore alle politiche agricole della Regione Emilia Romagna ha presentato un piano a 5 punti elaborato insieme a vaste rappresentanze di produttori  ed operatori specializzati, tutti chiamati al capezzale di un ammalato ormai cronico: la frutticoltura italiana.
Alle difficoltà di pesche e nettarine si era ormai abituati ma è stata soprattutto la crisi ancora irrisolta di produzioni non considerate deperibili alla stessa stregua  come pere e kiwi a far scattare l’allarme rosso.  Tanto per capire: i 67.000 ettari di produzioni frutticole dell’Emilia Romagna sono suddivisi come segue:  pere 33 %, 15 % nettarine, 13 % pesche e 7 % kiwi.

Rabboni ha coordinato per tanti mesi  i lavori sfociati adesso  nelle proposte presentate a questo consesso dal nome “Ortofrutta, Nuovi Strumenti per la Stabilità del Settore”  in presenza del ministro Maria Catania e dell’europarlamentare e presidente della commissione agricoltura al parlamento europeo, Paolo De Castro.

La proposta per la quale Rabboni chiedeva per l’occasione aperte prese di posizioni  ai tanti leader presenti si articola in 5 punti:

1)   - Accordi interprofessionali per governare le produzioni (catasto, regole produttive, regole per la raccolta, regole fitosanitarie,  promozioni,  contributi dei soci, sanzioni per chi trasgredisce)

2)  -    Fondi mutualistici ed assicurazioni  sul reddito dei produttori  (cofinanziati dal pubblico)

3)  -    Pagamenti comunitari di base (che contengono anche i provvedimenti per il 7 % del greening)

4)      Creazione di un fondo autofinanziato per destinare quote di prodotto ai nuovi mercati  (sostenendo DOP ed IGP, inclusi gemellaggi con marchi privati

5)      Buone applicazioni dell’ art. 62 con pagamenti a 30 gg. sulla base di contratti scritti ecc. ecc.)

Sono seguite, in ordine alfabetico,  totale nove dichiarazioni di 10 minuti l’una che indistintamente hanno dato appoggio al piano Rabboni senza esitazioni ma con qualche indicazione o qualche aggiunta: Paolo Bruni  (Cogeca), Maurizio Gardini, Alleanza Cooperative,  Salvatore Giardina (Confagricoltura) , Gino Peviani (Fruitimprese) , Giuseppe Politi (CIA), Mario Tamanti (CSO) , Mauro Tonello (Coldiretti) Franco Verrascina (Copagri) e Dario Stefàno (Coordinatore delle Regioni)

venerdì 23 aprile 2010

Il sistema ortofrutticolo italiano secondo Gino Peviani (Fruitimprese)

Come ogni anno di questi giorni Fruitimprese ha riunito i dirigenti delle maggiori imprese import export per il fare il punto della situazione. Come previsto il quadro definitivo dell'annata 2009 è quasi tragico ma anche l'avvio del nuovo anno è stato definito poco incoraggiante. Le cifre pubblicate dovranno essere esminate nel dettaglio perchè ci sono indicazioni preziose per l'impostazione futura delle politiche aziendali.

Vorrei in questa sede tentare di scovare fra le tante indicazioni negative quelle positive che pur ci sono e che Gino Peviani ha voluto sottolineare con tutto il peso del suo ruolo, basandosi su una ricerca dell'Università Bocconi di Milano. Il messaggio cardine della giornata mi sembra essere quello di incoraggiare l'ambiente a proseguire sulla strada finora percorsa perchè è quella giusta: la strada dell'etica e della qualità. La ricerca presentata dal Prof. Maurizio Dallocchio, ordinario e titolare della cattedra "Nomura" dell’Università Bocconi di Milano, dimostra cifre alla mano che le aziende che non danno importanza all'etica e pertanto rispettano poco l'ambiente, i lavoratori, le minoranze e tante leggi collegate, non hanno vita lunga. Pertanto il profitto a tutti i costi come quello in questo periodo perseguito dalla GDO non paga a medio- lungo termine.

Ma il presidente ha voluto anche dare indicazioni al governo sulle ragioni che giustificano la difesa del settore: importante contributo al mantenimento dell'occupazione, presidio del terriotrio e dell'ambiente, garanzia della salubrità dei prodotti.

Ha anche indicato i punti di debolezza che le imprese evidenziano e che dovranno trovar rimedio: migliorare il potere contrattuale attraverso una migliore organizzazione mirata ad affrontare i grandi gruppi, affrontare meglio una concorrenza estera molto competitiva, contrastare la concorrenza fuori dalle regole. Sono inoltre inaccettabili i vincoli ed i limiti a fare liberamente impresa, le norme, il fisco, la resistenza all'innovazione, la burocrazia asfissiante per elencarne solo alcuni.

Fra le righe si è potuto notare il fastidio di certe iniziative delle organizzazioni dei produttori e/o del Ministro Zaia soprautto in merito alle interferenze nella distribuzione con i farmer's markets, il KM Zero ed anche la propaganda contro il consumo di frutta di tropicale (si ricorda le battute contro il consumo di ananas nel periodo natalizio) o di controstagione. Peviani ha voluto ricordare che per migliorare la situazione agricola italiana abbiamo bisogno di esportare sempre di più, sia nei mercati tradizionali come anche nei mercati emergenti. Non possiamo chiedere strada libera quando andiamo all'estero mentre chiudiamo le nostre porte a chi ci offre prodotti buoni al giusto prezzo e nella stagione adatta.