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domenica 18 novembre 2012

I N T E R P O M A, riassunto massimo del mondo della mela


INTERPOMA è stato un avvenimento che non ha deluso le aspettative. Si conferma sempre di più la convention più importante a livello mondiale come manifestazione imperniata unicamente sulla mela.

Il blasone di primattore a questi livelli il Sudtirolo se lo merita tutto: Ci sono le condizioni pedoclimatiche più uniche che rare (configurazione territoriale, condizioni meteorologiche, ampia disponibilità di risorse idriche) ma c'è anche la professionalità degli operatori. Riuscire a guidare decine di migliaia di microaziende agricole (la media è ampiamente al di sotto dei 5 ettari) non dev'essere facile, riuscir a farlo con successo e soddisfacendo anno dopo anno anche le esigenze economiche dei frutticoltori è straordinario.




Si tratta però anche di condizioni quasi irrepetibili per motivi che qui cercherò di esaminare con l'aiuto di un elenco chiarificatore:

- la produzione di mele inizia nelle vallate del Sudtirolo secoli fa

- la vicinanza di paesi mitteleuropei aiuta sia la comprensione dei mercati come la comunicazione con essi

- la stabilità dei governi locali, basati su un solo partito, la SVP (Suedtiroler Volkspartei) permette programmi strategici di lungo ed ampio respiro

- la popolazione è molto legata al suo territorio e lo sfrutta in ogni possibile maniera (oltre all'agricoltura è importante anche il turismo ed il commercio) frenando l'abbandono della terra ed aiutando l'inseirmento dei giovani.

- L'abbondanza di acqua in tutte le stagioni permette di evitare i danni da gelo con le irrigazioni soprachioma nei periodo delle gelate (permettendo di incassare i prezzi più alti che in Europa si formano quando in tutto il continente le condizioni atmosferiche hannocausato danni.

- la vicina Germania influenza positivamente le tecniche di marketing che spesso vengono richieste dalla sua GDO esigente. Anche la comunanza della lingua facilita questo processo che in un secondo momento viene introdotto anche sul mercato interno.

- l'abilità delle amministrazioni pubbliche e private di adeguarsi alle regole dell'Unione Europea per portare a casa tutti i finanziamenti che le leggi permettono

- l'abilità delle organizzazioni dei produttori di studiare i mercati e di adeguare la loro offerta tempestivamente alle nuove richieste (vedi l'introduzione di nuove varietà)

- la bravura del settore di saper compensare anche i fattori negativi che pur ci sono (si pensi solo al fatto che si tratta di un monoprodotto) con altri positivi (attrezzandosi per esempio per offrire questo prodotto 12 mesi all'anno per non perdere il contatto con i clienti nei mesi più deficitarii)

- e last but not least la saggezza dei produttori di affidare la gestione commerciale a veri e propri professionisti del marketing utilizzando e finanziando le relative leve (sopratutto la promozione e la pubblicità) in maniera esemplare.

Basta confrontare ognuna di queste voci con le condizioni nelle quali si trovano altre zone di produzione italiane per capire da un lato quanto più difficile è l'ambiente nel quale i singoli attori devono operare e quanto però si potrebbe fare per migliorare anche la competitività di questei altri comparti. (di uguale importanza dal punto di vista dell'interesse della GDO europea sono da considerarsi senz'altro gli agrumi, l'uva da tavola, la frutta a nocciolo ( ciliegie, susine, pesche e nettarine) le pere ed il kiwi. Solo per le verdure il discorso è diverso ma poi neanche tanto.





giovedì 11 ottobre 2012

Perchè forzare l'anticipo delle stagioni ortofrutticole

Per chi opera nella distribuzione di prodotti ortofrutticoli uno degli aspetti più delicati è sempre l'inizio e la fine di una stagione. Se è vero che ormai non si può più parlare di "primizie" perché i consumatori vedono in offerta ogni specie praticamente tutto l'anno, è però vero che ogni singola specie ed ogni zona di produzione ha ancora le sue stagioni.


Porto qui nelle mie foto due esempi di forzatura di stagione che danneggiano il buon nome del prodotto e della marca. Nel primo esempio si vede una clementina trovata sul mercato all’ingrosso di Verona, sicuramente meta pontina, i primi giorni di Ottobre (il no. 9 della rivista FRUTTICOLTURA ne è buon testimone e Vi posso assicurare che mangiarla non è stato un piacere. L’aspetto esterno è invitante ed anche gli zuccheri erano discreti, tutto il resto, soprattutto il tessuto molto fibroso, allontanavano il desiderio di comprarne presto di nuovo.




Il secondo esempio negativo, questa volta di forzatura opposta, quella di ritardare l’immissioni nei canali distributivi è quello di mele Golden della Val Venosta. La confezione che è rappresentata nella foto è stato acquistata per curiosità in un CONAD emiliano alla fine di settembre, ma già l’aspetto non era molto invitante e poi, osservando il dettaglio, si vede il perchè: è un lotto datato 4 Settembre quando ancora l’inizio del raccolto di mele Golden in Val Venosta era ben lontano. Le quattro mele erano state raccolte pertanto 11 mesi prima, avevano 11 mesi di frigo sulle spalle. La mancanza di lucentezza e di croccantezza era una naturale conseguenza .




Queste sono le cose che fanno dire a molti consumatori che ormai la frutta non è più buona come una volta. Molti si astengono dal comprarne perché non credono più di poterne ricavare un piacere. Gli unici che possono guidare in modo positivo questo trend sono i dettaglianti che dovrebbero più spesso assaggiare quando mettono in vendita. Mi ricordo i compratori della TESCO inglese che fra di loro guardandosi negli occhi usavano un acronimo perfetto: WYBIT, would you buy it. In italiano: tu lo compreresti?

Nei due casi qui sopra descritti la risposta sarebbe stata sicuramente NNNOOOO!!!!

L'esempio più recente è questa nettarine comprata intorno al 10 di ottobre presso un fruttivendolo professionale. Nessuno riesce a dire basta e piuttosto che togliere questa specie momentaneamente dal listino si preferisce lasciare la responsabilità al singolo compratore che può giudicare solo l'aspetto esterno che in questo caso è stato buono.


Nettarine bella esternamente

Stessa nettarina al taglio, immangiabile