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martedì 12 marzo 2013

La politica è cattiva consigliera

Nel 2011, in occasione dei festeggiamenti dei suoi 100 anni di storia la cooperativa TERREMERSE di Massalombarda ha pubblicato un libro curato da Tito Menzani dal quale (pag. 35) estraggo poche frasi perchè mi sembrano adatte come monito in questi nostri tempi  movimentati:


Cooperativa Frutticoltori Massalombarda (RA) nel 1922 occupa fino a 500 maestranze

"...Nel 1922 veniva poi fondata la Cooperativa Frutticoltori di Massalombarda (CFM).... Nello stesso mese iniziò ad operare anche una cantina sociale interna ... Contemporaneamente si ebbero i primi contrasti fra i soci che provocarono le dimissioni del direttore e l'espulsione di alcuni membri che, contravvenendo al regolamento, avevano anche iniziato a vendere la frutta in proprio anziché far ricorso esclusivamente al canale della CFM. Sullo sfondo di questi contrasti vi era l'ascesa del fascismo, che nelle campagne romagnole incontrava forti consensi ed altrettanto forti resistenze, per cui le spaccature della società civile si ripercuotevano anche all'interno di certe cooperative. Per esempio, nel 1923, si cedette alle pressioni  del sindacato fascista che chiedeva l'ottenimento di un canale privilegiato per l'assunzione stagionale della manodopera avventizia. Non tutti i soci erano stati d'accordo su quella scelta, e dopo ulteriori contrasti, lo stesso presidente, Agostino Tonini, antifascista, arrivò a dimettersi".

domenica 10 marzo 2013

"Abbattere la GDO" è il titolo di un focus sul sito M5S

Marco Rolla ha postato sul sito Movimento 5 Stelle, sezione Commercio,  un focus dal titolo "Abbattimento Grande Distribuzione Organizzata" (vedi testo in calce) Ritengo che chi ha interesse che la distribuzione, sia essa piccola o grande, funzioni ha l'obbligo di spiegare ai non addetti al lavoro  le proprie tesi. Altrimenti vanno avanti solo quelle ideologiche che a lungo andare non portano a risultati positivi, anzi. Ecco il mio contributo su quel blog:


Lucio Fontana invita a osservare cosa c'è dentro

Qui parliamo di distribuzione. Vuol dire portare i prodotti dal luogo di produzione allo scaffale del negozio al dettaglio. Da tempo è in atto la ricerca di un equilibrio fra gli interessi del produttore e gli interessi del consumatore. Da un lato il produttore può introdurre economie di scala se riceve ordini di quantitativi più grossi, dall'altro il consumatore è interessato a servizi più rispondenti alle sue esigenze. E' un fatto incontestabile che chi va a fare la spesa ha sempre meno tempo e cerca il luogo adatto dove poter fare gli acquisti nel più breve tempo possibile. Requisito più importante è diventato il parcheggio comodo. Questo ha generato nel corso degli ultimi decenni in tutti i paesi economicamente progrediti, una costante crescita di punti di vendita più comodi, quelli che la moderna distribuzione a messo a disposizione. Anche i prezzi sono spesso più convenienti. Le associazioni dei commercianti al dettaglio lottano da tempo contro il degrado dei centri storici e le amministrazioni comunali hanno molte colpe nel esagerare la crescita delle grandi superfici. Essi dovrebbero creare una viabilità più agevole e tanti parcheggi in centro. Spesso hanno preferito incassare i diritti loro spettanti per ogni nuovo immobile costruito trascurando gli interessi sia dei piccoli negozianti che delle persone che vivono in centro. Come vedete tutto è più complicato di quanto sembri ma... certi rimedi dovrebbero essere trovati ed adottati.

Questo il testo postato da Rolla:

Abbattimento Grande Distribuzione Organizzata.


Qualcuno tacque pure sapendo... Quando si spinse per la creazione della GDO, i sindacati che già si erano fatti i conti fecero credere che tali strutture avrebbero portato lavoro, così accadde, ma a favore di chi? Delle cooperative partitiche, in questo caso di quelle fiorentine (possiedono la GDO italiana)... casualmente i sindacati che sostennero tale tesi, hanno a loro volta interessi nelle stesse cooperative e di fatto, per meri interessi personali hanno distrutto l'economia reale del commercio italiano. Ho calcolato che i posti di lavori persi a causa della GDO sono circa 4,5 milioni. Il calcolo è semplice, basta ridividere il numero di dipendenti assunti per gli incassi e si vedrà che il rapporto è 1 a 10/15 rispetto al piccolo commercio, aggiungendo poi tutto l'indotto locale, produzione (i prodotti della GDO sono quasi totalmente prodotti all'estero) ingrosso, trasporto, ecc... il conto è presto fatto. Bisogna imporre alla GDO una mostruosa fiscalità da (da pagare nel luogo dove opera e non all'estero) e cercare di abbatterla per ritornare alle PMI che sono unico motore dell'economia e che sta morendo. L'abbattimento della GDO porterebbe un mostruoso boom economico.


Qui parliamo di distribuzione. Vuol dire portare i prodotti dal luogo di produzione allo scaffale del negozio al dettaglio. Da tempo è in atto la ricerca di un equilibrio fra gli interessi del produttore e gli interessi del consumatore. Da un lato il produttore può introdurre economie di scala se riceve ordini di quantitativi più grossi, dall'altro il consumatore è interessato a servizi più rispondenti alle sue esigenze. E' un fatto incontestabile che chi va a fare la spesa ha sempre meno tempo e cerca il luogo adatto dove poter fare gli acquisti nel più breve tempo possibile. Requisito più importante è diventato il parcheggio comodo. Questo ha generato nel corso degli ultimi decenni in tutti i paesi economicamente progrediti, una costante crescita di punti di vendita più comodi, quelli che la moderna distribuzione a messo a disposizione. Anche i prezzi sono spesso più convenienti. Le associazioni dei commercianti al dettaglio lottano da tempo contro il degrado dei centri storici e le amministrazioni comunali hanno molte colpe nel esagerare la crescita delle grandi superfici. Essi dovrebbero creare una viabilità più agevole e tanti parcheggi in centro. Spesso hanno preferito incassare i diritti loro spettanti per ogni nuovo immobile costruito trascurando gli interessi sia dei piccoli negozianti che delle persone che vivono in centro. Come vedete tutto è più complicato di quanto sembri ma... certi rimedi dovrebbero essere trovati ed adottati.

martedì 26 febbraio 2013

Elezioni Tsunami

Questa è la vignetta eloquente che accompagna l'articolo di oggi della rivista inglese ECONOMIST che descrive la situazione creatasi dopo il voto di febbraio italiano con sgomento:

Nel caos della notte elettorale italiana tre sono i fatti salienti:
- l'avanzamento spettacolare (1 voto su 4) di un movimento sviluppatosi solo 3 anni fa utilizzando Internet. Esso è guidato da un comico (un commediante) che non ha un programma comprensibile per governare il paese
- Proprio come conseguenza del successo di Grillo nessuna delle due alleanze principali, di centro-destra e di centro-sinistra hanno ottenuto una chiara maggioranza in Senato.
- Il terzo fatto è che in tutte e due le camere l'alleanza capeggiata da Silvio Berlusconi si è avvicinata molto più del previsto a quella del centro.sinistra in modo che alla fine di tutti i conteggi la differenza potrebbe essere anche inferiore al mezzo percento.

L'articolo si allunga in tanti dettagli ma si attiene per lo più alle cose che si leggono anche sui nostri giornali. Personalmente mi astengo da ogni commento perché ho sbagliato tutte le previsioni anche se ho dato il M5S al 20 %.

Segnalo però che nella lista degli eletti del M5S, non mi ricordo se al Senato o alla Camera, c'è anche il nome di 1 (un) agricoltore. Ci dobbiamo accontentare per il momento di questa presenza anche se non abbastanza rassicurante